![]() Arnaldo Sassi |
– I conti non tornano. E allora sono costretto a tornare sullo sfogo di povertà della senatrice Laura Allegrini. La quale ha dichiarato che, tolte le spese, le restano appena 3 mila euro al mese. Ma i conti non tornano dopo aver scaricato dal sito web del Senato quanto effettivamente percepiscono i senatori. Ecco tutte le voci:
INDENNITA’ – Attualmente l’importo lordo dell’indennità è pari a 12.005,95 euro. Al netto delle ritenute fiscali e dei contributi obbligatori per assegno vitalizio, assegno di fine mandato e per assistenza sanitaria l’indennità mensile si riduce ad euro 5.613,63. Nel caso in cui il senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo indicato scende a 5.355,50 euro. Da tali importi vanno poi sottratte le addizionali all’Irpef, che variano a seconda della Regione e del Comune di residenza.
DIARIA – Spetta a tutti i parlamentari, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno. Attualmente è di 3.500 euro al mese. Tale somma viene ridotta di un quindicesimo se il senatore non partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata (in una o più sedute dell’assemblea).
CONTRIBUTO PER ATTIVITA’ – A titolo di rimborso forfettario delle spese sostenute per le attività connesse con lo svolgimento del mandato parlamentare, è previsto un contributo mensile di 4.180 euro (1.680 corrisposti direttamente al senatore e 2.500 versati al gruppo parlamentare di appartenenza). La divisione del contributo in due quote rispecchia la distinzione tra l’attività generale del senatore – le cui spese sono rimborsate attraverso il gruppo – e l’impegno particolare nel territorio in cui è eletto.
SPESE GENERALI – A decorrere dal 1° gennaio 2011 i senatori ricevono un rimborso forfettario mensile di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche.
TRASPORTI – I senatori usufruiscono di tessere strettamente personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale.
VITALIZIO – Il senatore cessato dal mandato riceve un vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato effettivo oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni.
Allora, facendo la somma (benefit per aerei, treni e autostrade a parte, ma contano anche quelli), un senatore percepisce all’incirca 12.185 euro al mese. Netti. Per arrivare a 3 mila bisogna spenderne 9.185. Come? La senatrice ce lo può far sapere?
Arnaldo Sassi
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