![]() Romolo Alecci |
Riceviamo e pubblichiamo – Ieri, 27 agosto, alle 20,00, a seguito di un malore improvviso, è venuto a mancare il comandante Romolo Alecci, Cavaliere della Repubblica e presidente della federazione provinciale di Viterbo per l’Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr).
Nato l’11 aprile 1922 a Vetralla, ha partecipato alla Seconda guerra mondiale sul fronte siciliano. Laureato in Filosofia presso la Pontificia università Lateranense, è stato insegnante sino all’anno scolastico 1977-78.
A partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, è stato impegnato in un’intensa attività di ricerca sulla storia della Chiesa, con la produzione di diverse monografie e contributi per la stampa, locale e nazionale, incentrati su alcune figure di ecclesiastici e sugli aspetti architettonici e artistici dei luoghi di culto.
Tra queste pubblicazioni, ricordiamo le più recenti Tre Croci e la sua gente (Viterbo, Quatrini, 2005) e La Chiesa di S. Antonio di Padova in Tre Croci (Viterbo, Quatrini, 2006). Per questa attività culturale ha conseguito diversi premi e riconoscimenti.
Gli ultimi anni della vita lo hanno visto, nella fattispecie, impegnato nell’Ancr: negli anni Novanta, a seguito della morte di Stelio Murri, veniva eletto Presidente provinciale.
L’Ancr, assieme all’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra (Anmig) e all’Anpi forma la grande famiglia del combattentismo italiano, da non confondere con le associazioni d’arma, la cui iscrizione non comporta necessariamente la partecipazione alla guerra.
L’Anpi ha aperto il tesseramento a chiunque ne condividesse i valori mentre le altre due realtà, anch’esse impegnate da sempre per la pace e il disarmo, sono, invece, destinate ad estinguersi con il venir meno dei soci cui si riferiscono. L’ultimo gesto pubblico di Alecci è stato, difatti, l’intervento introduttivo per l’inventario dell’Archivio provinciale Ancr, recentemente depositato all’Archivio di Stato, in cui ha scritto “Purtroppo il tempo passa ed i nostri soci sono ultraottantenni; la nostra Associazione non avrà un futuro perché la Costituzione della Repubblica italiana , all’art. 11, recita: “L’Italia ripudia la guerra”. Presto perciò, con l’ultimo combattente, la nostra associazione, e di conseguenza la sua Federazione viterbese, dovrà considerare conclusa la propria opera, di cui farà memoria e testimonianza la documentazione raccolta e conservata”.
Durante la presidenza Ancr, Alecci si è distinto per il rigore morale e civile, sempre scrupoloso nel difendere l’autonomia della sua Associazione, i cui interessi vanno sempre anteposti a quelli dei singoli. Noi del Comitato provinciale Anpi, che in questi anni abbiamo avuto il piacere di conoscerlo ed apprezzarlo, lo ricordiamo per queste qualità: un democratico cristiano, nel senso letterale, come amava definirsi.
Un abbraccio a Carmela, la moglie e, de facto, la sua segretaria, alle figlie Angela, Beatrice, Carla e Maria Concetta, a tutti i parenti e a tutta l’Ancr.
L’ultimo saluto domani, lunedì 29, alle 16,30, al duomo di Vetralla.
Silvio Antonini
Segretario e Portabandiera Anpi Cp Viterbo
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