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Viterbo - Il Tuscia Operafestival saluta il suo pubblico con un omaggio al grande compositore

Ferragosto all’insegna di Mozart

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Il direttore Stefano Vignati

Il direttore Stefano Vignati

– Il programma scelto dal direttore Stefano Vignati per la serata conclusiva del Tuscia Operafestival, il 15 agosto alle 22.30 nel Cortile del Palazzo dei Priori di Viterbo, sarà all’insegna di Mozart.

La scaletta, con il contributo del violino solista Hayne Kim accompagnata dall’Orchestra sinfonica del Progetto di formazione “Prove d’Orchestra”, prevederà due composizioni del genio di Salisburgo: il Concerto per Violino e Orchestra n.3 k.216 e la sinfonia n.35 in re maggiore k385 ‘Haffner’.

Il concerto di ferragosto del Tuscia Operafestival porta avanti la sua tradizione di proporre giovani talenti musicali al proprio pubblico e quest’anno è la volta della promettente violinista giapponese, ma residente a New York, Hayne Kim. La solista sarà accompagnata da un orchestra formata sempre da giovani talenti che fanno parte di un progetto di formazione che ha come obiettivo quello di offrire alle nuove leve sostegno, prospettive insieme a esperienze uniche e formative.

I talenti musicali di Mozart, al di là della composizione musicale, spaziavano dal pianoforte all’organo, dal violino alla viola. Si può di re che sia stato uno dei più grandi virtuosi della tastiera del suo tempo, mentre, per quanto riguarda il violino, il padre Leopold gli diceva:”se solo tu ti applicassi con passione coraggio e spirito, saresti il più grande violinista d’Europa.

Il concerto per violino e orchestra n. 3 in Sol maggiore K 216 è il terzo di cinque concerti per lo stesso strumento (K 207, K 211, K 218, K 219), attribuibili con certezza a Mozart, scritti nel breve volgere di pochi mesi, dall’aprile al dicembre del 1775 all’età di 19 anni quando era al servizio dell’arcivescovo di Salisburgo Non si hanno notizie certe sul fatto che fossero inizialmente destinati all’uso personale di Mozart come solista, ma sicuramente li eseguì alla corte dell’arcivescovo in prima persona.

Tutti e cinque i concerti nascono nello stile compositivo della tradizione italiana per il violino, che affonda le sue radici nel Tartini, nel Germanini, nel Nardini e nel Boccherni. Si tratta di opere che appartgono ancora allo stile detto galante in cui le idee tematiche vengono giustapposte ma non sviluppate.

Nel concerto n.3 K.216, terminato nel settembre del 1775, appena tre mesi dopo i primi due, il compositore si distacca con genialità dai modelli del tardo-rococò affermando la propria personalità con l’inserimento di venature di malinconia e momenti emotivi. Improvvisamente tutta l’orchestra entra in un nuovo, intimo rapporto con la parte solista.

L’ allegro iniziale è pieno di inventiva e di energia e assembla vari spunti tematici.

Nel secondo movimento adagio, Mozart raggiunge momenti di grande cantabilità e commozione che hanno ricevuto numerosi lodi anche da personaggi particolari, per citarne uno Einstein disse che “sembrava essere caduto direttamente dal cielo”.

Il rondò finale è scritto con sezioni di diverso ritmo che aprono a suggestioni di canti popolari austriaci e tedeschi. Al solista sono riservate le parti più brillanti. La conclusione del concerto è lasciata non al violino ma al sussurro degli oboi e dei corni.

La sinfonia n. 35 in Re maggiore K 385 è nota come sinfonia Haffner e fu composta da Wolfgang Amadeus Mozart nei primi anni del suo soggiorno viennese.

Durante l’estate del 1782, mentre stava lavorando a Vienna per finire la sua opera Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio), Mozart riceve una lettera da suo padre che gli chiede di scrivere una sinfonia per il conferimento del titolo nobiliare “von Imbachhausen” a Sigmund Haffner Junior, membro di un’altolocata famiglia saliburghese legata da rapporti di amicizia con la famiglia Mozart. Il compositore risponde al padre: “Sono immerso nel lavoro.

Entro una settimana da domenica devo scrivere la partitura della mia opera per gli strumenti a fiato, o qualcun altro lo farà e prenderà i profitti al posto mio. E ora mi chiedi una nuova sinfonia! Come posso fare? … Dovrò stare sveglio tutta la notte, perché questo è l’unico modo, ma per voi, carissimo padre, farò il sacrificio.” Il primo movimento di quella che sarebbe diventato nota come Sinfonia n. 35 è stato completato in una settimana e inviata a Salisburgo; il resto dell’opera fu inviato a più riprese.

Quando nel marzo del marzo 1783 Mozart fu coinvolto nella creazione di un’accademia di musica al Burgtheater di Vienna, pensò di eseguire la Sinfonia n. 35 e scrisse a Leopold richiedendo indietro lo spartito. Colpito dal lavoro che aveva ricevuto, Mozart scrisse a suo padre, “ti invio il più vivo ringraziamento per la musica che mi hai mandato … la mia nuova sinfonia Haffner mi ha positivamente stupito, perché avevo dimenticato ogni singola nota. E’ un buon lavoro.” Il commento del compositore era corretto perché la rappresentazione della Sinfonia Haffner presso l’accademia fu un successo enorme.

La sinfonia, nella tonalità di Re maggiore, doveva rappresentare un brano brillante e di intrattenimento e originariamente fu piuttosto concepita come una serenata: erano infatti previsti due minuetti e una marcia. La sua forma era quindi ben lontana dal rigido sinfonismo viennese che prevedeva quattro movimenti ben definiti.

Lo schema del primo movimento (allegro con spirito) è una forma-sonata in cui la cui struttura è nascosta da una elaborazione di un unico tema articolato su un gioco contrappuntistico di grande effetto. L’impianto di questo tempo e il suo ampio respiro preludono le più grandiose sinfonie della maturità. Nell’andante emerge la genesi di serenata propria dell’opera con passaggi galanti, ma non manca di intimità e di toni suadenti. Sono riconoscibili nel minuetto gli echi haydniani. Il presto finale, che su espresso desiderio dell’autore va eseguito il più velocemente possibile, è un turbinio di suoni di tanto in tanto interrotti da episodi cantabili.


Informazioni:

Concerto di Ferragosto – Omaggio a  Mozart

Concerto per Violino e Orchestra n°3 K. 216 in sol maggiore

Sinfonia n°35 K. 385 in re maggiore “Haffner”

Violino Solista: Hayne Kim

Orchestra Sinfonica Progetto di formazione “prove d’orchestra”

Direttore: Stefano Vignati

Posto unico 15 euro Il Tuscia Operafestival saluta il suo pubblico con un omaggio al grande compositore Viterbo –


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14 agosto, 2011

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