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Viterbo - Il parco nel degrado da anni

Giardino del Carmine, speriamo nel miracolo di Santa Rosa

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Il giardino del Carmine

Il giardino del Carmine

Il giardino del Carmine
Il giardino del Carmine

Riceviamo e pubblichiamo – Il verde pubblico a Viterbo c’è ma non c’è.

A vedere dalle foto il verde c’è ed è pure riserva/foresta naturale perché dal lontano 2009 non ha più visto un giardiniere occuparsene.

Parliamo del giardino pubblico realizzato tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 dal consorzio di lottizzazione “Carmine 2005” dopo aver costruito cinque palazzine, per oltre 100 abitazioni, tra via Ioppi e via Agnesotti nel triangolo San Pietro, Buon Pastore e Carmine subito fuori le mura di Pianoscarano.

Terminati lavori, come sembra prassi comune, i costruttori anziché pagare gli oneri urbanizzazione al Comune hanno realizzato tutte quelle opere che erano previste per l’insediamento (collegamenti alla rete fognaria, asfaltatura di via Romolo Falcioni, parcheggi, spazi per l’allocazione dei cassonetti per i rifiuti, il giardino completo di sette piante di Ontano, cinque panchine, presa d’acqua e percorso pedonale); dal 2009 dopo che un giardiniere (privato) aveva fatto la sua apparizione per una manutenzione il tutto è nel più completo abbandono da quando, si presume, il Comune di Viterbo ha ricevuto in eredità tali opere dal consorzio dei lottizzanti.

Il prato del giardino è stato sopraffatto dalle erbacce spontanee che hanno nascosto anche le panchine. Dei sette Ontani sopravvivono a stento solo quattro perché di acqua, da quando sono stati impiantati, hanno avuto solo quella venuta giù dal cielo. Molte mamme vorrebbero portare i propri figli nel giardinetto lontano dai pericoli della strada per farli giocare, ma si possono portare i propri figli in un posto così?

Parliamo infine dei cassonetti per i rifiuti: come detto nel comprensorio della lottizzazione sono state realizzate oltre 100 abitazioni, ci sono gli spazi già assegnati sull’asfalto per metterli al servizio delle famiglie ma di cassonetti neanche l’ombra (uno dei costruttori nel 2009 disse che il comune di Viterbo li aveva terminati e doveva ricomprarli).

E così ognuno è costretto a caricare i rifiuti in macchina e andare alla ricerca dei cassonetti. I più vicini sono in via Bastianini che quasi sempre sono stracolmi perché su tale via ci abitano circa 150 famiglie e i cassonetti non sono sufficienti per tutta la popolazione e così si fa il giro di Viterbo alla ricerca di un cassonetto disponibile a ricevere i nostri rifiuti (un amico mi dice sempre che il cassonetto è il miglior amico dell’uomo, dopo il cane, perché prende tutto quello che gli dai senza mai reclamare).

Noi abitanti di via Romolo Falcioni siamo fiduciosi; chi lo sa se dopo Santa Rosa, come si dice a Viterbo, il Comune fa questo miracolo e si occupa del giardino e dei cassonetti dei rifiuti.

Angelo Serafinelli


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21 agosto, 2011

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