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Tarquinia - Interviene il presidente Antonelli

Giù le mani dall’Università Agraria

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Riceviamo e pubblichiamo – La crisi economica sta generando schizofrenia diffusa e demagogia a buon mercato. Grazie ad una nota dell’Arual, apprendiamo di due scellerati emendamenti confezionati nelle file del PDL, volti alla soppressione delle Università Agrarie, uno inserito nella Legge Finanziaria Regionale, l’altro addirittura nel Piano Casa.

La motivazione presunta ed accampata, ridurre gli sprechi e i costi della politica. Quando in aula qualcuno ha fatto notare che la Regione Lazio per tutte le 88 Università Agrarie del Lazio, stanzia appena 50.000 Euro, l’emendamento si è arricchito di ulteriore pseudo motivazione “non si tratta solo di realizzare risparmi, ma anche di rendere più fluidi i processi decisionali, di ridurre il peso di più Enti sullo stesso territorio, facilitando la vita del cittadino, eliminando organismi che hanno da tempo esaurito ogni funzione vitale”.

Questo il pensiero degli Onorevoli Antonio Cicchetti, già sindaco di Rieti, e dell’Onorevole Angelo Miele di Valmontone, dove sui terreni di proprietà collettiva sono già sorti un outlet e un parco giochi stile Gardaland.

Semplificando: da un lato la Regione vara un disegno di legge per riordinare, rilanciare e modernizzare le Università Agraria per mano dell’Assessore Cangemi del Pdl, dall’altro illustri esponenti della maggioranza di Centro Destra definiscono le Università Agrarie organismi che hanno esaurito le funzioni vitali, richiedendone la soppressione.

Esempio fulgido di come dietro la demagogia e la scusa di abbattere i costi della politica si celi spesso l’aggressione al territorio e la macelleria sociale, piano casa in testa. La verità è che per una Regione in crisi economica quello gestito dalle Università Agrarie è un patrimonio immobiliare davvero ghiotto da acquisire e magari alienare o mercificare, per fare cassa alla faccia dei diritti delle collettività locali.

Per ora il Consiglio Regionale ha respinto l’emendamento e l’aggressione è terminata, ma c’è troppa attenzione sul tema e la visione bifronte del governo regionale non ci rassicura e siamo pronti alla mobilitazione.

Quanto ai costi della politica comincino i Consiglieri Regionali così attenti alle proprietà collettive a ridurre i loro compensi, basta ricordare loro che quello che percepiscono in un mese vale quello che il Presidente di una Università Agraria percepisce in due anni e senza auto blu a disposizione.

Alessandro Antonelli
Presidente Università Agraria di Tarquinia


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17 agosto, 2011

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