![]() Vita Sozio |
Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione Marini somiglia sempre di più ad un vecchio e stanco mago che, per non farsi cacciare dal palazzo, escogita di tanto in tanto qualche nuovo trucco che possa ridestare l’interesse del suo Signore.
Oggi il nuovo trucco si chiama termalismo, parola fatta risuonare dalla cassa di risonanza dei giornali di centro destra.
Da quanto emerge dalle cronache cittadine sembra che il nuovo delegato al termalismo, Umberto Fusco, abbia la stessa dote taumaturgica attribuita ai re francesi e inglesi almeno fino alla metà del XVIII secolo,con la differenza che mentre, questi re guarivano la cittadinanza dai mali fisici, Fusco, con le sue doti, riesca a guarire i mali del termalismo, un settore della vita pubblica che anche noi riteniamo di vitale importanza per la Città.
Naturalmente nulla di personale nei confronti di Fusco, ma ciò che è inammissibile è il voler far passare nel silenzio, o peggio ancora denigrare, l’operato del suo predecessore, oggi Presidente di Fli per la provincia di Viterbo, Claudio Taglia.
Vogliamo a tal proposito ricordare che se il tema del termalismo ha ripreso vigore nel dibattito politico amministrativo in questi ultimi anni, si deve proprio al lavoro fatto in questo settore dall’ex assessore Claudio Taglia, estromesso dalla giunta non per inerzia amministrativa, ma per aver scelto una diversa strada politica. Sarebbe questo il metodo usato da. Marini per cercare la collaborazione delle opposizioni, come auspicato dal Presidente del Consiglio, per risolvere i problemi che affliggono il nostro Paese?
Non vogliamo in questa sede ricordare tutto quello che l’ex assessore Taglia ha fatto relativamente al termalismo, ma non possiamo evitare di fare delle riflessioni sulle due proposte presentate da Fusco e riportate con grande enfasi dalla stampa di centro destra domenica 7 Agosto. La prima proposta sarebbe quella di imporre un’imposta di soggiorno per i turisti in visita alla nostra Città. Non vogliamo entrare nel merito della proposta, che sarà questione di futuro dibattito, ma una cosa ci sembra importante sottolineare: non mettiamo il carro avanti ai buoi, prima di imporre un’odiosa tassa che “la legge permette di applicare a tutte le città termali”, sarebbe bene che Viterbo divenisse una vera e propria città termale aperta a tutti e in primo luogo ai suoi cittadini, e non solamente ad una cerchia ristretta.
Ben venga il progetto di fare a Viterbo la prima “Fiera Termale d’Italia” anche se, senza pensare al fatto che anche qui, come per il progetto dell’aeroporto, la sensazione è che si stia vendendo fumo per arrosto, in realtà non crediamo che la città di Viterbo, l’ultima arrivata, possa scalzare città termali molto più accreditate in tale settore.
Se questo progetto dovesse venire realizzato non potremmo che essere soddisfatti, soprattutto perché se oggi Viterbo è iscritta all’Ancot lo si deve all’opera dell’assessore Claudio Taglia che ha “scongelato il mammut del termalismo“, per usare le parole del cronista, un mammut che era stato congelato da oltre vent’anni da amministrazioni che avevano lo stesso colore politico di quella attuale; saremmo, inoltre, contenti perché, se veramente questa “Prima Fiera Termale d’Italia” si svolgesse a Viterbo, dimostrerebbe che il convegno tenutosi nel 2008 organizzato, guarda caso anche questo da Claudio Taglia, dall’assessorato al termalismo di concerto con l’Università della Tuscia e i sindaci della maggiori città termali d’Italia (Ischia, Fiuggi, Montecatini, Abano Terme, Chianciano), ha dato i suoi frutti.
In conclusione ci permettiamo cortesemente di domandare al Sindaco Marini quale siano le sue intenzioni in merito ad un eventuale rinnovo della sub concessione relativa alle Terme dei Papi, anche in considerazione della situazione idrogeologica messa in evidenza dalla relazione presentata dal prof. Vincenzo Piscopo dell’Università degli Studi della Tuscia.
Ci piace terminare questo nostro intervento augurando buon lavoro e buona fortuna al delegato Fusco, nella speranza che alle parole seguano i fatti nell’interesse della collettività viterbese, ma ci si permetta, conoscendo i precedenti, di esprimere un profondo scetticismo.
Vita Sozio
(Membro della Giunta Comunale di Viterbo del Fli)
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