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Mannino (Cisl) analizza la distribuzione delle risorse della Provincia nel progetto a difesa di Bolsena, Vico e Mezzano

Laghi, non sprechiamo i finanziamenti

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Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena

– “I fondi stanziati per tutelare e valorizzare i laghi dell’Alto Lazio dovrebbero essere indirizzati in modo oculato, altrimenti si rischia di disperdere le già limitate risorse, in spese inutili; senza arrivare allo scopo prefissato”.

Interviene anche il segretario della Cisl provinciale Fortunato Mannino, sulla vicenda di alcuni presunti sprechi messi in bilancio a palazzo Gentili nell’ambito del progetto Ue, Sustainable water management of Tuscia lakes, partorito per difendere e ridare slancio ai bacini idrici di Bolsena, Vico e Mezzano.

Il programma triennale da un milione e 980mila euro, verrà finanziato per la metà dall’Unione Europea e per la restante parte (990mila euro): dalla Provincia (210mila euro); Riserva naturale del lago di Vico, Comuni di Ronciglione, Caprarola, Marta, Capodimonte, Bolsena, Montefiascone, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo (60mila euro ciascuno) e dall’università della Tuscia (120mila euro).

“Massimo appoggio per l’intento dell’iniziativa ed a quanti si interessano attivamente per preservare la salute dei tre specchi d’acqua Viterbesi – prosegue il segretario territoriale Ust – ma alcune voci di spesa deliberate a via Saffi risultano perlomeno improbabili”.

Nel prospetto d’azione approvato dalla giunta provinciale, figurano infatti uscite quali 85mila euro solamente per manifesti, opuscoli e schede informative; o 3mila impiegati nelle conferenze stampa di presentazione e chiusura.

Tra gli scialacquamenti, compaiono oneri di 22mila euro, predisposti esclusivamente per creare il sito internet; mentre la relazione sullo stato ambientale ammonta a 60mila euro. Scorrendo ancora, 80mila sono gli euro che verranno utilizzati per il monitoraggio dei progetti pilota; più del doppio quelli richiesti per incentivare le pratiche di uso sostenibile dell’acqua in azienda.

Altri 100mila tondi tondi se ne vanno per il monitoraggio sullo stato d’avanzamento del piano di lavoro; 180mila per analisi ambientali e studi; 13mila la spesa di un generico “audit esterno”.

Tra le problematiche che la governante integrata si prefigge di affrontare: il restauro dei canneti ripariali, la creazione di fasce tampone per la fitodepurazione, attività di ripopolamento ittico, il contrasto alle specie vegetali ed animali invasive, il controllo della diffusione dei nutrienti (azoto e fosforo).

“Sarebbe meglio focalizzarsi interamente su tali criticità – conclude Mannino – limitando al massimo le uscite riguardanti i punti a latere. Fra l’altro – chiosa – in tre anni difficilmente si riusciranno ad ottenere risultati duraturi; realizzabili invece solo intraprendendo la strada di misure strutturali che richiedono un tempo ben maggiore dei 36 mesi previsti”.


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7 agosto, 2011

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