![]() La firma della convenzione |
![]() L'artigiano viterbese Michele Telari |
![]() L'assessore Contardo e il capo facchino Rossi |
![]() Il sindaco Marini con l'assessore Contardo |
– Se il presente della Macchina non è molto roseo, meglio rifugiarsi nel passato. Alla riscoperta dei primi modelli di quello che nei secoli è diventato il campanile che cammina.
Ci penserà Michele Telari, artista viterbese a ridare forma a dieci Macchine di Santa Rosa in altrettanti bozzetti che poi saranno esposti al Museo del Sodalizio Facchini. L’idea parte dal Comune, lo stanziamento dell’assessorato alla Cultura.
“Ho scelto – spiega Telari – tra i disegni conservati al museo civico quelli più significativi e originali”. C’è la prima macchina in assoluto, del 1690, poco più che un baldacchino alto cinque metri. La più recente è del 1924 ed era alta cinquantadue metri.
“Scorrendo i disegni – continua Telari – ci si rende conto di come siano molto simili tra loro, specie i più datati. Questo perché molte parti erano riutilizzate. Cosa che negli ultimi cinquant’anni non si fa più. Erano vere e proprie opere d’arte dipinte a mano, con parti in legno, gesso e stampe in silicone”.
Per realizzare i dieci bozzetti, (scala 1:25) ci vorrà un anno, in tempo per il trasporto del 2012.
“Un’iniziativa propedeutica – osserva il sindaco Marini – a quel museo della Macchina che con i tempi di ristrettezze non è facile da mettere in piedi e per il quale occorrono enti superiori che ci assecondino”.
Telari aveva già predisposto il bozzetto di Ali di Luce. “Il museo dei Sodalizio – ricorda il presidente Mecarini è visitatissimo e le persone vogliono sapere com’erano le macchina”.
L’anticipazione è arrivata durante l’incontro con la stampa nel quale è stata siglata la convenzione Comune – Facchini. Per sistemare lo stanziamento al museo, ma non solo. “D’ora in poi – spiega l’assessore Enrico Maria Contardo – l’amministrazione stanzierà tre rate posticipate a febbraio, aprile e giugno. Quindi, una volta approvato il bilancio, ci sarà la quarta parte, l’anticipo di sei mesi”.
Per evitare altre polemiche e relative chiusure del museo, come avvenuto poco tempo fa. Quella economica è solo una parte dell’accordo Comune – Sodalizio, sottoscritto a palazzo dei Priori.
“Prima si andava avanti senza convenzioni – spiega il sindaco Marini – oggi si stabiliscono criteri in base ai quali i Facchini operano autonomamente e il Comune li affianca. Un rapporto serio e proficuo”.
Accantonando le polemiche per i soldi che non arrivavano e il museo rimasto chiuso. “Non ci sono stati attriti – ricorda il presidente Mercarini – ma un confronto, che ha portato a una crescita. Siamo arrivati alla convenzione che fa il punto sui rapporti tra le parti”.
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