Riceviamo e pubblichiamo – L’addio al project financing per il completamento del blocco A3 dell’ospedale di Belcolle mostra tutte le crepe della politica sanitaria targata Polverini, già bocciata a suo tempo dalla conferenza dei sindaci.
Ma anche una inadeguatezza della Ausl di Viterbo: per quasi due anni si è perso tempo, solo ora sono riusciti a capire che la soluzione che avevano scelto non va bene. Adesso, neanche fosse il gioco dell’oca, si torna al via.
Purtroppo però ricominciare tutto daccapo significa giocare sulla pelle dei cittadini e questo non va bene. Belcolle scoppia, i letti nei corridoi sono ormai una regola e intanto si indebolisce pure la rete ospedaliera periferica. Il completamento del blocco A3? Le previsioni del direttore generale sono assolutamente ottimistiche, non si riusciranno a rispettare i tempi. Nel frattempo, tanto per fare qualcosa di costruttivo, ci facciano capire come hanno intenzione di ristrutturare la rete ospedaliera viterbese, soprattutto sui punti di maggiore sofferenza come Acquapendente.
Perché, se ancora non se ne fossero resi conto, così non si può andare avanti. L’esodo dei malati fuori provincia e regione è infatti già una costante e avrebbe dovuto allarmare la dirigenza viterbese. E questo, purtroppo, è l’unico risultato che sono riusciti a produrre.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd
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