– Una bella sorpresa attendeva questa mattina la gremita folla di viterbesi per la messa del 4 settembre: Santa Rosa (fotogallery).
Proprio lei, la principessa – come viene chiamata dalle Sorelle Clarisse – ad accogliere l’infinita fila di fedeli al centro della chiesa che, di fronte all’urna della loro patrona, si sono fermati per donare una rosa, mandarle un bacio o dedicarle una preghiera.
La principessa di Viterbo è stata eccezionalmente spostata davanti all’altare in occasione del 750esimo anniversario dalla morte di papa Alessandro IV e in occasione della giornata dei Diversamente abili, che si svolgerà domani per la prima volta.
La presenza al centro della chiesa è stata suggestiva per tutte le persone che la riempivano, resa ancora più toccante dalle parole del Vescovo Lino Fumagalli che l’ha definita “sale e luce”.
“Il sale conserva e dà sapore mantenendo le qualità principali – spiega il vescovo durante l’omelia -. La luce permette di vedere la bellezza e la bontà delle creature, la luce le mantiene in vita. Oggi siamo chiamati a far risplendere la nostra luce. Santa Rosa, la nostra patrona, che abbiamo qui davanti a noi, è stata sale e luce”.
Il vescovo, affascinato dalla figura di Santa Rosa, ha esortato i cittadini di Viterbo a seguirne l’esempio e ad ascoltarne le parole, perché Rosa è stata “una luce così splendente, che ancora oggi noi ne percepiamo il fascino e siamo stimolati all’imitazione”.
Non è mancato, però, nel suo discorso, un riferimento severo all’attualità e alla politica. Dopo aver salutato e ringraziato le autorità presenti, il questore Gianfranco Urti, il sindaco Giulio Marini, il prefetto Antonella Scolamiero, la senatrice Laura Allegrini e il presidente della Provincia Marcello Meroi, il vescovo ha incoraggiato a dare il buon esempio in questo periodo di grande crisi e di grande confusione, dove tutte le strade sembrano essere state smarrite.
“Non è importante chiedersi se la colpa è mia o è tua – ha spiegato il vescovo – ma è necessario trovare soluzioni concordi e condivise, per il bene di tutti. Bisogna essere al servizio del bene comune. Che non si verifichi il detto ‘Mentre a Roma si discute, l’Italia va in rovina’.
La mancanza della credibilità nella classe dirigente e politica – continua – favorisce il disimpegno, l’evasione fiscale, i favoritismi, la disonestà dei cittadini. Ed è difficile poi dire loro, comportatevi diversamente, se non c’è un esempio chiaro e palese del comportamento corretto”.
Ma sono parole di incoraggiamento quelle che concludono l’omelia del vescovo Fumagalli. “Siate costruttori di un mondo migliore e di una Chiesa migliore. Solo così la speranza di molti diventerà realtà”.
Numerose le persone che hanno resistito all’afa e hanno continuato ad omaggiare Santa Rosa anche al termine della messa.
Il corpo della Santa, esposto in precedenza soltanto nel 2008 per i 750 anni dalla traslazione e il 6 settembre 2009 per la visita del papa Benedetto XVI, rimarrà di fronte all’altare fino a domani.
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