![]() Paolo Bianchini |
![]() Il presidente della Provincia Marcello Meroi |
![]() Enrico Maria Contardo |
![]() Fabio Turco (Filca Cisl) |
(g.f.) – La sicurezza sul lavoro non è un gioco, ma può diventare uno spettacolo.
Domenica 25 dalle 15.30 alle 22 in piazza del Plebiscito, la prima edizione della Festa interculturale per la sicurezza in edilizia. Spettacoli, musica, giochi per i più piccoli e punti ristoro, per gli operatori del settore che avranno a disposizione operatori cui chiedere tutte le informazioni sanitarie, sindacali, sulla formazione o l’assistenza alle imprese.
“Una giornata – spiega l’assessore provinciale Paolo Bianchini – da passare in famiglia e capire cosa vuol dire sicurezza sul lavoro. Ieri l’ennesimo incidente sul lavoro a Grotte di Castro, ci fa capire quanto sia caldo il tema”.
La manifestazione è in contemporanea con quella organizzata a Roma.
“La nostra è l’unica provincia ad averla organizzata finora – precisa il vice sindaco di Viterbo Enrico Maria Contardo – se potremo salvare una vita o anche solo contribuire a evitare qualche infortunio, abbiamo fatto la cosa giusta”. Sicurezza va di pari pazzo con integrazione.
“Sono due temi importanti – spiega Fabio Turco della Filca Cisl – se si considera che nel settore costruzioni il 40% degli iscritti alla cassa edile sono rumeni. Quasi la metà tra comunitari ed extracomunitari. A volte capitano lavoratori che non comprendono la lingua. E’ un pericolo”.
L’iniziativa, oltre a Provincia e Comune, è organizzata dalla Asl, dalla Direzione provinciale del lavoro, Inail, sindacati e imprese ed associazioni.
“La sicurezza – osserva il presidente Marcello Meroi – è un tema che le pubbliche amministrazioni devono sentire proprio, così come l’aspetto interculturale”.
A Viterbo gli infortuni sul lavoro nel 2010 nel comparto edile sono calati del 9%, passando da 331 a 301 casi. Una flessione minore rispetto al Lazio (-15%) e al resto del Paese (-12%). Sempre secondo i dati Inail, nel biennio 2009/2010, l’84% degli infortunati sono italiani, seguiti da romeni (10%) e albanesi (1%).
I casi più frequenti sono per colpi ricevuti da oggetti o attrezzi (25%), quindi urti (19%), o mentre si sollevavano o spostavano materiali o attrezzi (13%).
Le parti del corpo maggiormente colpite sono gli arti superiori (35%), seguiti da quelli inferiori (29%), quindi busto (17%), testa (16%) e collo (3%).
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