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Viterbo - Il garante dei detenuti denuncia il sovraffollamento

“Carceri sempre più affollati”

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Il carcere di Viterbo, Mammagialla

Il carcere di Viterbo, Mammagialla

– Sono sempre più oppresse dal sovraffollamento le 14 carceri della Regione Lazio. Secondo le stime diffuse dal Dap, relative al 19 settembre scorso, i detenuti presenti erano 6.565, quasi duemila in più rispetto alla capienza regolamentare prevista.

I dati sono stati diffusi dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni alla vigilia della seduta straordinaria che, proprio domani, il Consiglio Regionale del Lazio dedicherà all’emergenza carceri della Regione.

«Più che le parole – ha commentato Marroni – sono i numeri che certificano la situazione critica che si vive nelle carceri della nostra Regione: in un anno, infatti, i reclusi sono aumentati di 250 unità. A gennaio 2011 i detenuti erano 6.017; ciò vuol dire che sono cresciuti ad un ritmo di 70 unità al mese. Tutti segnali, questi, che sono state inutili tutte quelle “pezze legislative” che l’esecutivo ha tentato in questi mesi per porre un freno alla situazione».

Rispetto ad un anno fa, settembre 2010, (quando i detenuti erano complessivamente 6317, di cui 5.868 uomini e 449 donne), c’è stato un incremento di 248 unità. Attualmente, infatti, nelle celle della Regione sono reclusi 6.139 uomini e 426 donne. «Questa estate – ha aggiunto il Garante – ho completato una serie di sopralluoghi nelle carceri di ognuna delle cinque province della regione; in ognuna di queste realtà ho trovato dei tratti comuni: sovraffollamento, carenze di personale di polizia penitenziaria, in costante calo per mancanza di turn over, tagli di budget che hanno messo in difficoltà anche la gestione ordinaria degli istituti e, soprattutto, al sovraffollamento. Nelle celle sono ammassate decine di persone spesso prive della possibilità di usufruire di bisogni primari; ci sono casi in cui una cella da cinque detenuti ne contiene undici ed altri ancora dove gli spazi di socializzazione sono stati attrezzati a celle. Una situazione che non potrà che peggiorare senza correttivi di sistema».

Nella Regione Lazio i casi più problematici si registrano a Latina (dove i detenuti dovrebbero essere 86 e sono invece quasi il doppio), a Frosinone (200 reclusi in più), Rebibbia N.C. e Regina Coeli (quasi 500 in più). A Rebibbia Femminile le donne dovrebbero essere 274, sono invece quasi cento in più, con tutti i problemi che ciò comporta soprattutto nella gestione delle recluse madri con i figli fino a 3 anni al seguito.

Nel carcere “Mammagialla” di Viterbo – dove nei giorni scorsi il Garante aveva lanciato l’allarme per l’uso, da parte dei detenuti, di acqua con alti valori di arsenico – i reclusi sono 300 in più rispetto alla capienza regolamentare e le associazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria hanno pubblicamente manifestato il loro disagio per le precarie condizioni cui gli agenti sono costretti a svolgere il proprio lavoro.

Paradossali restano le situazioni di Rieti e di Velletri: a Rieti, a causa della carenza di personale, sono stati attivati solo 120 dei 306 posti disponibili, che risultano già sovraffollati da 133 detenuti. A Velletri (150 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare) resta ancora chiuso il nuovo padiglione con oltre 200 nuovi posti.


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21 settembre, 2011

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