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Viterbo - La mia Tuscia dice la sua sul centro storico

Chiudiamo solo San Pellegrino

di Giuseppe Ferlicca
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Renzo Poleggi e Renato Arciola

Renzo Poleggi e Renato Arciola

L'assessore Daniele Sabatini

L'assessore Daniele Sabatini

L'assessore Claudio Ubertini

L'assessore Claudio Ubertini

– Come ti chiudo il centro storico. Previa cura dimagrante. Si prende una cartina di Viterbo, si cerchia la parte che si ritiene opportuno limitare alle auto, quindi non rimane altro che con l’evidenziatore, mettere in risalto i nomi delle vie. Meglio se di colore giallo.

Fra tanti cerchi possibili, La mia Tuscia, movimento politico indipendente, ha disegnato quello attorno al quartiere San Pellegrino e dintorni. Se fosse stato un tema a scuola, sarebbe stato scontato come svolgimento. Però c’è una motivazione: “Il centro di Viterbo – spiega Alessio Nisi – non è quello dentro la cinta muraria, ma quello che ruota attorno alla parte medioevale. Che una volta chiusa andrebbe riqualificata sotto il profilo urbanistico e commerciale”.

Poi semmai un domani, l’area si potrebbe ampliare.

La chiusura a San Pellegrino sarebbe totale. Anche per i residenti, a meno che non abbiano un’area per la sosta. “Poi andrebbero riqualificate le botteghe, passando i locali a C1, destinate alla vendita di prodotti made in Tuscia – spiega Gianfranco Agrumi – prevedendo affitti “politici” da 50 – cento euro al mese”.

Quindi l’ex ospedale. “Si potrebbe utilizzare come museo della Tuscia – spiega Renato Arciola – anche con prodotti artigianali”. In entrambe i casi, conti fatti senza l’oste. Nel primo bisognerebbe convincere i proprietari e nel secondo, perché non è un immobile comunale. All’incontro sono stati invitati anche gli assessori Daniele Sabatini e Claudio Ubertini e quest’ultimo lo ha fatto notare.

“Il Comune sta lavorando alla riqualificazione del centro storico – spiega Ubertini – ma nel caso dell’ospedale, non essendo di nostra proprietà, non è facile. C’è un dialogo aperto con Regione e Asl, ma i tempi non saranno brevi”.

La mia Tuscia è un movimento politico, probabilmente si misurerà con il voto in una delle prossime consultazioni, nel frattempo chiede all’amministrazione comunale di poter dire la sua in un eventuale tavolo istituzionale sulla chiusura del centro storico. Marini aggiunga un posto a tavola.

“Ascoltiamo la gente – dice Renzo Poleggi – rappresentiamo quel 29/30% di elettori che si è allontanato dalla politica e sul centro storico ne abbiamo sentite diverse, a volte si parla solo scopiazzando da quanto altre persone hanno detto o fatto”.

Tra le idee, illustrate da Angelo Cappelli, anche il recupero di una stazione dismessa a Parigi, con tanto di viadotto. Bel progetto. Secondo Cappelli si può fare anche a Viterbo. Soldi e stazioni da dismettere permettendo.

L’assessore Sabatini comunque ha ringraziato per le idee. “Un valore aggiunto – spiega – l’amministrazione sta dando tanti impulsi per la vivibilità del centro storico”. Ai due assessori sono stati consegnati i progetti. Ne faranno certamente buon uso.


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7 settembre, 2011

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