![]() Ugo Sposetti |
Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione del deputato Pd, Ugo Sposetti, al ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, sulla proliferazione dei Compro Oro.
Per sapere – premesso che:
– il settore orafo-argentiero, rappresenta da sempre uno dei comparti manifatturieri trainanti nella promozione del Made in Italy con circa 10600 unità produttive e 60mila addetti in tutta Italia e con una filiera distributiva di 24mila punti vendita in Italia;
– il mercato degli oggetti preziosi vive oggi una prolungata fase di crisi. Secondo l’indagine di Federdettaglianti sul dettaglio italiano, condotta a partire dalla seconda metà di maggio 2011 su un campione di trecento questionari, sul piano generale gli oggetti di oreficeria a peso hanno perduto altri punti nella classifica del gradimento. Per il 22 per cento la domanda è considerata stabile, ma gli altri denunciano cali sensibili tra meno cinque e meno trenta;
secondo Federorafi il fenomeno dei negozi che esercitano attività di compravendita oro, più semplicemente definiti “compro oro” si è considerevolmente affermato. Un vero e proprio fenomeno che nell’ultimo anno ha registrato un vera e propria esplosione. I “compro oro” infatti non sono più un fenomeno ma una realtà del comparto orafo. Alcune stime parlano di circa 5/8 mila operatori, con un volume d’affari annuo compreso tra i due e i tre miliardi di euro e una movimentazione di almeno ottanta tonnellate di oro;
secondo Movimprese-InfoCamere nel Lazio e in Sicilia, negli ultimi tre anni i “compro oro” sono aumentati del sessanta per cento. In Piemonte e Veneto intorno al trenta, mentre la media nazionale è +22,5 per cento;
molteplici e complicate sono le normative di interesse per questo particolare comparto: pubblica sicurezza e contrasto alla ricettazione, antiriciclaggio, fiscali e tutela del consumatore. I “compro oro”, secondo quanto disposto dalla legge 17 gennaio 2000, n. 7 e dalle successive circolari della Banca d’Italia entrano in rapporto con quest’ultima solo attraverso l’apposita struttura dedicata al contrasto del riciclaggio (Uif);
la difficoltà di indagine su questi reati risiede principalmente nella natura ibrida di questi esercizi commerciali che spesso ottengono licenze in assenza di adeguate verifiche. Meno trascurabili risultano i problemi legati all’evasione Iva quando gli oggetti vengono rivenduti;
in una recente intervista il presidente dell’associazione italiana antiriciclaggio ha dichiarato che molti dei negozi “compro oro”, violando le norme antiriciclaggio non registrano le transizioni né l’identità di chi vende e diventano in alcuni casi il luogo naturale per chi ha fretta di disfarsi di merce rubata mettono in difficoltà gli onesti operatori di settore.
– quale sia il quadro aggiornato, informativo e statistico delle attività di compravendita oro nella regione Lazio e specificatamente nella provincia di Viterbo;
– quali iniziative urgenti intende assumere al fine di potenziare i controlli di prevenzione e repressione da parte della guardia di finanza;
– se non ritenga opportuno favorire l’adozione di disposizioni concernenti la tracciabilità delle compravendite di oro e di oggetti preziosi usati e l’estensione delle disposizioni antiriciclaggio, nonché istituzione del borsino dell’oro usato e misure per la promozione del settore orafo nazionale.
Ugo Sposetti
Deputato Pd
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