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Confartigianato - Interviene il presidente dell'associazione

De Simone: “La malavita non si combatte chiedendo certificati alle aziende”

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– “Troppe scartoffie, eccessiva burocrazia per le Pmi. Semplificare serve a crescere”. E’ quanto sostiene il segretario provinciale di Confartigianato, Andrea De Simone, Aanche alla luce delle polemiche di questi giorni nei confronti del ministro Renato Brunetta, che ipotizzava l’abolizione di alcune tipolgie di ceritificati (antimafia e DURC). Secondo uno studio di Confartigianato gli artigiani dedicano alla gestione delle pratiche amministrative 60 giornate uomo all’anno, il tutto per un costo di oltre 5mila euro per impresa. Numerose le aziende italiane, comprese quelle locali, che muoiono soffocate da burocrazia e carte inutili. “L`eccessiva burocrazia costa alle pmi l`1,5% del Pil.

Non si comprende il motivo della richiesta di certificati contenenti informazione che la pubblica amministrazione è comunque in grado di acquisire. La malavita per intenderci non si combatte chiedendo un certificato in più. Ci vogliano i controlli, sono necessari, ma occorre eliminare l’eccessiva burocrazia. Per le nostre aziende è una perdita di tempo e di denaro” continua il segretario De Simone. L’economia del paese non può crescere in queste condizioni: anche se il Governo ha fatto notevoli passi nell`informatizzazione, è altrettanto vero che c`è una resistenza all`efficienza da parte di molti che vi lavorano. Basti pensare che solo 541 comuni, il 6,7% del totale, sono in grado di gestire una pratica on-line. La cifra scende ancora, 112 comuni (l’1,4% del totale) se si parla dei servizi alle imprese.

Si chiede continuamente alle Pmi di essere all’avanguardia e competitive, le imprese si adeguano, nonostante gli sforzi, ma deve esserlo anche la Pubblica amministrazione, altrimenti i costi li pagano solo i nostri artigiani, i piccoli imprenditori, che scoraggiati in molti decidono di attraversare il confine, di trasferirsi all’estero in paesi, come l’Austria, la Svizzera o la Slovenia dove la pressione fiscale non è certo superiore alla nostra, ma ci sono meno burocrazia e costi certi.

Un altro problema che occorre affrontare è quello dei ritardi nei pagamenti. In Italia i tempi medi di pagamento sono il doppio della media Ue per i pagamenti tra privati, ma il triplo per quelli della PA. Ovviamente le piccole imprese e l`artigianato ne sono pesantemente colpiti, e dal 2010 al 2011 abbiamo visto un significativo peggioramento. Confartigianato imprese di Viterbo da oltre 60 anni sostiene le piccole e medie imprese, vero motore dell’economia del nostro Paese.


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28 settembre, 2011

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