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Canepina - Antropologi, etnografi e studiosi il 16 e 17 settembre al museo delle tradizioni popolari

Fiori e simbologia, due giornate di studio

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– Nei giorni 16 e 17 settembre presso il museo delle Tradizioni popolari di Canepina si svolgerà l’undicesimo incontro del ciclo “Tra Arno e Tevere”, organizzato dal gruppo interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio, che ha per tema “I fiori e la loro simbologia”.

Si tratta, anche in questo caso, di un convegno di antropologi, di etnografi e cultori di storia locale, che presenteranno le loro ricerche attorno a questo tema; ricerche svolte nell’area indicata dai due fiumi e che corrisponde alle regioni Toscana, Umbria e Lazio. Si tratta di una tematica, proposta agli studiosi, che ha nei territori indicati un riscontro nel folclore, nella tradizione religiosa e in quella dell’arte popolare; per cui saranno molte le collettività coinvolte ed interessate dalle analisi che emergeranno dalle varie relazioni.

Come nei precedenti convegni anche in questo caso saranno interessate prospettive etnolinguistiche, antropologiche, etnomusicologiche, folcloristiche, drammaturgiche e letterarie. Anche di questo incontro, come per i precedenti, è prevista la pubblicazione degli atti. I lavori inizieranno venerdì 16 settembre alle 15,30, con il saluto del sindaco di Canepina Maurizio Palozzi, del consigliere delegato alla cultura Francesco Corsi e del professor Quirino Galli, direttore del museo delle tradizioni popolari e del Gruppo interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio. Sabato 17 settembre il via agli interventi è previsto per le ore 9 e la giornata proseguirà fino al tardo pomeriggio, con pausa pranzo. L’iniziativa gode del patrocinio e del contributo economico di di Regione Lazio, Provincia di Viterbo – Assessorato alla Cultura, Comunità Montana dei Cimini – Sistema dei Servizi culturali, Comune di Canepina, fondazione Carivit, nonché dell’apprezzamento del Rettorato dell’Università della Tuscia e del Consorzio per la gestione delle biblioteche di Viterbo.

I convegni fin qui realizzati hanno dimostrato la praticabilità del progetto, proposto dieci anni fa, e consolidato la loro impostazione. Iniziativa e impostazione che sono, infatti, finalizzate a proporre e raffrontare ricerche per comporre un quadro nel quale l’omogeneità geografica si misuri con la diversità delle tradizioni locali. Nelle sue finalità scientifiche, il progetto consiste nell’organizzazione di incontri, a cadenza annuale, che consentano a ricercatori e studiosi di presentare le loro ricerche sul campo; nella possibilità di costituire, negli anni, un vasto repertorio della cultura tradizionale relativo ad aree che, dagli etruschi e dai latini in poi, sono attivamente presenti nella storia italiana, come dimostrano i novi volumi degli atti, fin qui pubblicati.

Il primo incontro di “Tra Arno e Tevere”, organizzato nel 2001, con un contributo della Fondazione Carivit, suscitò interesse nel mondo accademico e presso gli studiosi locali, ma anche qualche perplessità sulla sua tenuta a distanza. Di fatto, dopo undici anni, in virtù di una cadenza annuale, sono più di centoventi gli studiosi intervenuti e più di centosettanta i contributi scientifici che interessano la cultura tradizionale delle comunità presenti nel territorio. Anche quest’anno, le relazioni sono varie e affrontano il tema da diversi punti di vista. Infatti, dopo un dibattito su due opere di recente pubblicazione che segnano il punto iniziale e quello finale degli studi etnoantropologici in un arco di tempo di centotrenta anni, le relazioni toccheranno argomenti che vanno dalla ritualità festiva, al folclore, alle espressioni nelle arti figurative e musicali. A portare il loro contributo scientifico sono quest’anno docenti provenienti dalle Università della Tuscia di Viterbo, di Roma, di Siena, di Napoli, di Venezia, di Messina, mentre gli studiosi locali appartengono alle aree culturali del Grossetano, del Fulignate, della Ciociaria e del Viterbese.


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15 settembre, 2011

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