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Santa Rosa - Via Marconi gremita di gente per la tradizionale sfilata

Il corteo storico fa il pieno

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Il corteo storico sfila per le vie di Viterbo

Il cuore di Santa Rosa

Il cuore di Santa Rosa

Il corteo storico sfila per le vie di Viterbo
Un figurante del corteo storico

Le rosine

Le rosine

Loris Granziera, Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Loris Granziera, Massimo Mecarini e Sandro Rossi

I minifacchini a piazza del Duomo

I minifacchini a piazza del Duomo

I facchini di San Lanno

I facchini di San Lanno

La mazza argentea

La mazza argentea

Il vescovo Lino Fumagalli

Il vescovo Lino Fumagalli

Il cuore di Santa Rosa

Un figurante del corteo storico

Un figurante del corteo storico

– Il corteo storico fa il pieno. (gallery – video:  Il corteo storico in via Marconi * Il nuovo vescovoIl corteo storico)

Gente fuori dai negozi. Sopra i muretti. Arrampicata sulle fontane. Flash e telecamere in funzione in ogni angolo del paese. Il corteo storico e la processione del cuore di Santa Rosa hanno richiamato una folla immensa.

E non solo per le vie del centro. Ma anche nel nuovo tratto di via Marconi dove, per la prima volta, sono passati i figuranti storici, le rosine e i facchini. Una mossa azzeccata quella di ampliare il percorso della tradizionale sfilata che ha permesso a più viterbesi di assistere all’importante evento che precede il giorno del Trasporto.

In silenzio i protagonisti hanno percorso le vie del centro. Un silenzio interrotto solo dagli applausi dei viterbesi che ricoprivano ogni angolo della città.

Nella novità, è rimasta comunque la tradizione. Tradizione nei sette secoli di storia che hanno percorso le vie del capoluogo. Partenza, fissata alle 17,30, dal sagrato della chiesa di Santa Rosa. Da lì sono partiti i figuranti, preceduti dalle piccole rosine che, con in mano cesti di fiori, dividevano i diversi secoli.

La sfilata si è aperta con il secolo dell’orgoglio viterbese, quello di Rosa e del cardinal soldato Capocci, l’uomo che tenne testa a Federico II.

Con il secolo seguente, il XIV, arrivano i protagonisti delle lotte intestine e che condussero alla reciproca distruzione Gatti, Tignosi e rispettivi vassalli.

Sfilano poi gli anni dell’“anonimato in Tuscia”, il XVII e XVIII secolo, quando Viterbo era una piccola città del Patrimonio di S. Pietro.

Sono poi riproposti, idealmente, i personaggi che amministrarono la vita pubblica nel primo decennio di Viterbo italiana, a partire dal 1870.

Il due di settembre rivivono idealmente Angelo Mangani, primo sindaco di Viterbo, insieme al rappresentante del governo centrale, il Sottoprefetto conte Pallotta. Con loro “passeggiano” nuovamente per S. Pellegrino anche il conte Mario Fani, fondatore dell’Azione Cattolica e Giuseppe Cencelli, primo parlamentare viterbese.

In coda al corteo, c’erano i facchini di Santa Rosa, preceduti dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, dal capofacchino Sandro Rossi e dall’ex costruttore Loris Granziera che è tornato anche in questa occasione per dimostrare il suo legame alla festa.

A piazza San Lorenzo è stato fatto uscire il cuore della piccola Santa.

A gruppi di undici e, dandosi il cambio per otto volte, durante il percorso, i facchini lo hanno trasportato a spalla fino alla chiesa dedicata alla piccola patrona di Viterbo.

Sulle scale della catteedrale, ad accogliere il corteo, oltre alle autorità politiche e militari, c’era anche un volto nuovo: il vescovo Lino Fumagalli.

“Il cuore di Santa Rosa è simbolo di amore – ha affermato durante la predica sua Eccellenza – e ci ricorda che la nostra vita si realizza solo quando ci apriamo agli altri. E soprattutto quando ci doniamo a chi ci sta intorno. Nello stesso modo in cui ha fatto Dio.

Affidiamoci alla piccola Patrona di Viterbo – ha concluso Fumagalli -, e chiediamo al suo cuore di non farci sprecare i giorni preziosi della nostra vita che ha un senso solo in relazione agli altri”.

Dopo la predica di Monsignor Fumagalli, che durante il percorso ha stretto mani alla gente ammassata per le strade cittadine,  il corteo si è mosso di nuovo per la parte finale.

La sfilata è proseguita verso una gremita piazza del Comune, in cui sembrava di rivivere le ore precedenti al Trasporto del tre settembre, per il numero di gente che c’era ad attendere il corteo. Da lì, passando per piazza dei Caduti e via Marconi, si è arrivati di nuovo alla chiesa di Santa Rosa dove è stato portato il cuore.


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2 settembre, 2011

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