– “La manovra finanziaria-bis approvata in settimana al Senato, rischia di gravare oltremisura sulla già precaria situazione economica della Tuscia”.
Ne sono convinti i segretari provinciali Cisl e Uil, Rosita Pelecca e Giancarlo Turchetti, che in una nota congiunta manifestano tutta la loro disapprovazione in merito al voto di fiducia apposto per blindare un testo che scontenta in troppi.
“Errore grave quello degli ulteriori tagli agli enti locali – denunciano i sindacalisti – che comporterà una riduzione generalizzata dei servizi offerti ai cittadini del Viterbese”.
“Ferma restando – proseguono – la necessità da parte delle amministrazioni locali di gestire in maniera maggiormente oculata i fondi a disposizione, annullando i costi inutili della politica, in maniera verificabile e tangibile, al contrario di quanto avvenuto finora.
Altro punto dolente è costituito dall’aumento al 21% dell’iva, che rischia di comportare effetti recessivi, rallentando ulteriormente i consumi. Lavoratori dipendenti e precari saranno i primi a subire mentre il contributo di solidarietà risulta fortemente depotenziato dall’innalzamento a 300mila euro del tetto da cui parte la tassazione aggiuntiva del 3%.
Non aver aggiunto la patrimoniale, rappresenta invece un imperdonabile errore di valutazione: continuerà a mancare il fondamentale introito derivante dai numerosi evasori. Una situazione paradossale che non siamo disposti a lasciar cadere nel vuoto” promettono.
Pelecca e Turchetti proseguono quindi coesi sulla stessa linea: “Il nostro territorio costituisce il fanalino di coda della Regione, in quanto a tasso di disoccupazione e numero di cassintegrati. E sempre più lavoratori ricorrono al sindacato per rivendicare i mesi di stipendio arretrati, non ancora corrisposti loro. Così diamo un’ulteriore mazzata sul nervo scoperto caratterizzante il contesto Viterbese. Tale manovra dimostra di non conoscere la precarietà di zone come la nostra dove proliferano nuove partite iva fittizie, che camuffano forme di lavoro subordinato“.
“Rischiamo, fra l’altro, di acuire ancora una volta la distanza con Roma – dicono –. Dovrebbe costituire una risorsa per noi. Ma si rivela, in realtà, sempre più elemento di confronto, ponendoci cinicamente di fronte a tutte le nostre carenze. La posizione di Cisl e Uil rimarrà sicuramente vicina ai lavoratori ascoltando le istante che segnalano le criticità maggiori ed intervenendo per tutelarle. Di certo, non staremo a guardare. Se necessario prendendo in considerazione azioni di lotta di qualsiasi genere”.
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