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Viterbo - Incontro con il comandante provinciale dei vigili del fuoco Gennaro Tornatore

“Lavoreremo per la gente e tra la gente”

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Gennaro Tornatore

Gennaro Tornatore

I vigili del fuoco di Viterbo

I vigili del fuoco di Viterbo

Il funzionario Antonino Corsini

Il funzionario Antonino Corsini

Gennaro Tornatore

– “Lavoreremo per la gente e tra la gente”.

Il nuovo comandante, Gennaro Tornatore, si presenta e illustra l’attività del comando provinciale per i primi nove mesi dell’anno.

“Il nostro è un lavoro imprevedibile – afferma – in cui può succedere di tutto da un momento all’altro. Dobbiamo, dunque, essere pronti a rispondere a qualsiasi tipo di emergenza. I dati ci fanno ben sperare. Per quanto riguarda il soccorso tecnico urgente, a Viterbo, abbiamo una media annua di circa 5700 interventi.

Anche quelli sulla prevenzione agli incendi sono positivi – continua -. La media nazionale è diminuita dal 35/40 per cento di qualche anno fa al venti per cento attuale. Ha funzionato il modello di prevenzione e sicurezza che abbiamo applicato ultimamente”.

Un segreto che risiede anche nella pianificazione del lavoro. “Il corpo nazionale è stato molto apprezzato per gli interventi all’Aquila e per l’alluvione in Sicilia – aggiunge -. E questo perché l’organizzazione interna ci permette di aggredire gli eventi in tempi rapidi. Ogni giorno, predisponiamo delle squadre per interventi mirati. Ognuno sa le funzioni e i compito che deve svolgere”.

Lavoro di routine al quale si affianca quello specializzato. “A Viterbo, inoltre, abbiamo delle eccellenze – aggiunge -, lavori altamente qualificati e specializzati su cui ci stiamo perfezionando sempre più. Mi riferisco al Saf, nucleo speleo alpino fluviale, per situazioni in cui non si possono usare i normali mezzi in dotazione.

Poi c’è la Taf, la topografia applicata al soccorso, e cioè una strategia di soccorso applicata alla cartografia, in cui viene scandagliato il territorio per individuare le persone. Con questo strumento abbiamo la possibilità di localizzare le squadre ed eventualmente chiedere loro di spostarsi in punti di maggiore urgenza. Infine – continua il comandante Tornatore – c’è il soccorso subacqueo e acquatico dei sommozzatori”.

Il lavoro dei pompieri, però, non si ferma agli interventi sul campo. “Vogliamo aprirci e lavorare con la gente e tra la gente – conclude -. Alcuni pompieri che svolgono l’attività da molti anni, per esempio, stanno incontrando gli studenti per trasmettere la loro esperienza. Ci metteremo a disposizione della popolazione per diffondere la cultura della sicurezza”.


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23 settembre, 2011

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