![]() Il sit-in fuori dal carcere Mammagialla |
![]() L'assessore Bianchini al sit-in |
![]() Da sinistra Giuseppe Moretti, segretario nazionale Ugl Polizia penitenziaria e Margherita De Cesare, segretario provinciale Ugl |
– Il carcere è sovraffollato e gli agenti penitenziari perennemente sotto organico. Due problemi seri a Mammagialla. Interni al carcere. Ma che ne generano altri, con conseguenze fuori dalle mura (fotocronaca).
Meno personale significa gestire detenuti di massima sicurezza con più difficoltà e può anche succedere che entrino in contatto, per mancanza di spazi idonei con criminali comuni, in fase d’ingresso. Com’è già successo. E il sit in stamani davanti alla casa circondariale era per denunciare anche questa situazione.
Tutte le sigle sindacali unite, per ribadire che così andare avanti è impossibile. 750 detenuti contro i 450 previsti. Più di cento sono psichiatrici, oltre a un elevato numero di tossicodipendenti. E il personale è costretto a lavorare su tre servizi anziché uno.
A fronte di una situazione palesemente critica, il dipartimento invierà (forse) dieci nuovi agenti. Una goccia nel mare. E anche meno. “Ne erano previsti 22 – spiega Gennaro Natale dell’Osap – ma dal momento che apre il carcere di Velletri, saranno dirottati lì”. Comunque un numero ben al disotto delle esigenze.
“Quello che forse all’esterno non si percepisce abbastanza bene – continua – è la pericolosità di una simile situazione. Ecco perché oggi siamo qui, tutti uniti, ma chiediamo che pure la politica faccia la sua parte”.
Fuori dai cancelli del carcere stamani c’erano l’assessore provinciale Paolo Bianchini, a manifestare la vicinanza della Provincia ai problemi di chi opera a Mammagialla e il consigliere regionale Pd Giuseppe Parroncini, prossimo a presentare in consiglio le istanze dei sindacati.
“Oggi l’attività degli agenti è triplicata – osserva il segretario nazionale Ugl Giuseppe Moretti – perché devono coprire tre servizi, in una struttura sovraffolla. Va comunque fatto loro un elogio, perché molti episodi sono scongiurati grazie alla loro preparazione”.
Per Moretti c’è una sola soluzione possibile nell’immediato. “Valutare lo sfollamento di Mammagialla – continua – trasferendo in altre strutture detenuti che non sono legati al territorio, anche in quelle nuove. Va affrontato il problema della sicurezza, perché un rischio commistione dentro il carcere esiste. La situazione può diventare esplosiva”.
In una struttura dove non c’è nemmeno un direttore a tempo pieno. “Va dato l’incarico – chiede Moretti – c’è l’esigenza di una presenza costante”.
Oggi il direttore Silvana Sergi si divide tra Viterbo e Civitavecchia e quando non c’è, arrivano altri a rotazione. Invece i sindacati chiedono continuità e non abbandonati a se stessi i lavoratori.
Perché se c’è un detenuto particolarmente difficile da gestire, di solito viene assegnato a struttura che meno si oppone al suo ingresso. Cioè dove manca un direttore a tutti gli effetti.
E a chi dice che presto arriverà la nomina, le sigle sindacali rispondono con scetticismo. Silvana Sergi ha l’assegnazione fino a dicembre.
Fuori dai cancelli, oltre al responsabile nazionale Ugl, anche Luca Floris del Sap, Gennaro Natale dell’Osap, Gino Federici della Cgil, Andrea Fiorini della Cisl, Maurizio Bologna della Uil ed Enrico Montixi del Sinappe.
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