Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento agli articoli apparsi nei giorni scorsi sui vari quotidiani locali circa la questione dell’arsenico presente nelle acque destinate al consumo umano, nel carcere di massima sicurezza di Viterbo Mammagialla, per correttezza di infonnazione precisiamo quanto segue.
Dai prelievi effettuati dalla Asl nell’area dove è insediata la casa circondariale di Viterbo, risulta che la quantità di arsenico presente è compresa tra 11 e 20 ug/l.
Pertanto, in base alla deroga della Regione Lazio n.T0258 del 29/07/2011, sono consentiti tutti gli usi potabili con eccezione dei bambini sotto i tre anni di età e donne in stato di gravidanza.
Il carcere in questione ospita detenuti di sesso maschile e non minorenni.
Talete Spa
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