– “La manovra è certamente necessaria, perché la situazione economica desta allarme. Ma quella che lunedì approderà alla Camera non contiene le misure che servono per il rilancio del Paese. Si fa gravare sempre di più l’aggiustamento di bilancio sul versante delle entrate, determinando un incremento della pressione fiscale di due punti di Pil, al 44,5 per cento, ma si continua a non adottare alcun provvedimento per la crescita”. Luigia Melaragni, segretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo, boccia il documento del governo approvato dal Senato.
Secondo i “piccoli”, la medicina è amara per gli effetti depressivi che ha sull’economia. Lo ha detto a chiare note Ivan Malavasi, presidente nazionale della Cna e, da luglio, di Rete Imprese Italia: “Avevamo chiesto minori incertezze e maggiore determinazione nel mettere sotto controllo le componenti strutturali della spesa: da quelle derivanti dagli assetti amministrativi e istituzionali, alla dinamica della spesa previdenziale. L’aumento della pressione fiscale riduce i margini di intervento per l’annunciata riforma e mette a repentaglio l’attuazione del federalismo fiscale, minato dall’inasprimento dell’imposizione locale per far fronte ai ridotti trasferimenti”.
Non piace, alle associazioni dell’imprenditoria diffusa, l’incremento dell’Iva, destinato a deprimere i consumi e l’occupazione, come ribadisce Malavasi, il quale aggiunge, con amarezza, che la prova di come non si sia prestata attenzione all’economia reale sta anche nella cancellazione dell’emendamento sull’accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese.
“Siamo d’accordo con Malavasi sull’urgenza di scrivere un nuovo patto sociale per condividere obiettivi, impegni e sacrifici per far ripartire l’economia. Ci preoccupa l’atteggiamento di un governo la cui azione è stata caratterizzata da troppe incertezze e che finora non ha tenuto conto – afferma Luigia Melaragni – della domanda di riforme, comprese quelle a costo zero, come le privatizzazioni, le liberalizzazioni e le semplificazioni in una pubblica amministrazione dove l’eccesso di burocrazia vale un punto di Pil.
C’è bisogno di una classe dirigente che abbia il coraggio di avviare i cambiamenti necessari a ridare credibilità al Paese e a rimetterlo – conclude la segretaria provinciale della Cna – sui binari della competitività”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY