– Secondo appuntamento per il festival di teatro e danza Spazi e memoria.
Domani sera, domenica 11 settembre, alle 21 nel cortile di Palazzo dei Priori in scena “Novecento”, testo di Alessandro Baricco con la regia di Antonello Avallone.
Avallone mette a frutto tutte le sue doti interpretative, cimentandosi con il monologo di Baricco da cui è stato tratto il famoso film “La leggenda del pianista sull’Oceano”. Un’interpretazione personale , che tocca tutte le emozioni, dal sorriso al pianto, dalla comicità al dramma, dall’ironia al surreale, che conduce lo spettatore nelle sfere più intime dei sentimenti, delle emozioni, attraverso il mito e la leggenda.
Una leggenda inventata da Baricco che può essere la metafora della condizione dell’artista, che non sa riconoscersi nei punti di riferimento e negli stili di vita tradizionali, sempre a metà strada tra mondi diversi, capace di parlare solo attraverso la sua arte. La musica jazz di sottofondo colora lo spettacolo, diventando spesso travolgente protagonista della storia, immergendo il pubblico in una dimensione nuova e sconosciuta.
La storia di un pianista eccezionale, capace di suonare una musica meravigliosa. Il suo nome è Novecento ed è impossibile non esserne rapiti. E’ nato e vissuto sul piroscafo Virginian ed è incapace di scendere ed affrontare la vita sulla terra ferma. La musica, quella che “suona perché l’oceano è grande e fa paura” è l’intera sua vita. E’ una musica che può suonare attraverso ottantotto tasti, una musica infinita attraverso uno strumento finito. Questa è l’unica musica che Novecento sa suonare. La vita vera è tutta un’altra cosa, tutta un’altra musica.
La trama
Novecento è un bambino dai genitori ignoti, trovato dal macchinista di un transatlantico, chiamato in tal modo dato che nessuno sapeva quale fosse il suo vero nome. Il bambino, cresciuto dai membri dell’equipaggio viene sentito un giorno suonare il pianoforte, con una bravura straordinaria per un ragazzino che non ha neanche mai seguito lezioni di piano.
La storia è presentata da un trombettiere jazz, salito sulla nave quando Novecento era ormai un uomo cresciuto. Egli ne descrive le “gesta” musicali, al limite della leggenda, misteriose e da togliere il fiato. Novecento viene presentato nella sua genialità e con la sua persona che è essa stessa tutto un enigma, senza passato ed effettivamente senza nemmeno vera vita. Vissuto sempre su una nave, non avendo mai messo piede al di fuori di essa, Novecento e la sua psicologia non possono esser compresi da persone abituate a vivere sulla terra ferma.
Una figura geniale, ma al contempo impacciata, dato che la sua esperienza si esaurisce al di fuori dei corridoi della nave, a tratti bambinesca, ma sempre e comunque straordinariamente ermetica ed affascinante. Uno spettacolo intriso di elementi poetici, capaci di toccare gli animi degli spettatori.
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