Riceviamo e pubblichiamo – Egregio sindaco,
come sicuramente saprà, la Cgil ha proclamato una giornata di mobilitazione con sciopero generale per il giorno 6 settembre.
Le motivazioni di questa estrema decisione credo che non le sfuggano, e sono certa prescindono dalla sua appartenenza politica, perché il disagio della gente comune, con la quale lei più di altri è in contatto, lo induce a fare delle riflessioni su come uscire da questo momento nefasto per tutti, e immagino che ogni giorno si debba inventare, cercare e studiare come reperire risorse per tenere in equilibrio il bilancio del suo Comune, per non tagliare servizi per non imporre nuove gabelle ai suoi concittadini lavoratori e pensionati che più di altri stanno in grave sofferenza con un aumento della povertà che ultimamente ne è entrato a far parte anche il così detto ceto medio.
Non credo che in questi ultimi tempi non le sia capitato di dover ricevere richieste di aiuto da persone che non riescono a pagarsi la bolletta della luce, il mutuo della casa di abitazione, che non hanno più di che mantenere se stessi e le proprie famiglie, spesso con un reddito minino che è quello dell’Inps della disoccupazione o della cassa integrazione che quando va bene arriva a 700 euro mensili, o della pensione che non arriva a 500 euro mensili, e gran parte di loro hanno raschiato tutti i risparmi, perché è questa la situazione di grave disagio che rappresenta la realtà dell’altra faccia della medaglia che questo governo non vede e non vuol vedere.
Tanto è che in tutte le varie e stravaganti manovre economiche, c’è sempre una quota di penalizzazione per le comunità locali, soprattutto le più piccole, con tagli che compromettono seriamente il welfare locale e La costringono ad aumentare tasse e imposizioni.
Possono essere una via di risoluzione del problema le entrate che dovrebbero derivare dall’evasione che adesso sono attribuite alle vostre competenze? I comuni hanno il personale e mezzi sufficienti per poter seguire questo aspetto?
Ai comuni in questi ultimi due anni sono stati tagliati circa 20 miliardi di euro e la manifestazione dei sindaci a Milano lo ha ben evidenziato, hanno ottenuto un -2 miliardi di tagli, ma rimangono comunque ben 7 miliardi tagliati.
La Cgil oltre alla protesta di questi anni, ha formulato in ogni occasione anche delle proposte, e lo sciopero del 6 settembre è per dire e proporre al governo che le entrate debbono provenire dai ceti sociali con redditi alti, da chi detiene ricchezze, da chi possiede grandi patrimoni perché se così non sarà si comprimeranno ancor di più i redditi e aumenteranno i disagi che ci porteranno inesorabilmente ad una recessione spaventosa.
Se le scelte di questo governo non si rivolgeranno alla crescita del paese all’occupazione agli investimenti alla ricerca, necessari per rimettersi in marcia e per competere con gli altri paesi europei, abbiamo la netta sensazione che per uscire fuori dal pantano ci vorrà ancora molto tempo, troppo.
Per questi motivi le chiediamo di aderire allo sciopero della Cgil del 6 settembre, perché crediamo sia un modo di stare vicini ai suoi concittadini lavoratori, disoccupati, cassintegrati, giovani precari travolti da una crisi economica che li ha resi deboli economicamente e socialmente e quindi pensiamo che sia un dovere civile e morale di ogn’uno di noi, ma i Sindaci credo, debbano avere una sensibilità in più, perché per definizione il sindaco è “il primo cittadino”.
Miranda Perinelli
Segretario Cgil Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY