![]() L'assessore regionale Ciocchetti presenta il nuovo Piano casa |
– Imprenditori e professionisti operanti nel settore edile, insieme a sindaci e amministratori dei Comuni della Tuscia, hanno gremito la sala conferenze della Camera di Commercio di Viterbo per l’incontro organizzato da Unindustria e Cna con l’assessore regionale all’Urbanistica della Regione Lazio Luciano Ciocchetti per illustrare il nuovo Piano Casa approvato ed entrato in vigore nei giorni scorsi.
Domenico Merlani, presidente di Unindustria-Confindustria Viterbo, nel suo intervento ha ribadito gli aspetti positivi del nuovo Piano Casa: “Finalmente disponiamo di uno strumento che può ridare fiato alla nostra economia, senza perdere di vista alcuni aspetti rilevanti nel comparto edilizio quali il rispetto per l’ambiente, l’incremento dell’housing sociale, la possibilità per privati e imprese di ampliare i loro edifici, gli snellimenti burocratici e la garanzia di tempi certi, la premialità di comportamenti virtuosi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Angelo Pieri, presidente di Cna Viterbo: “Si tratta senza dubbio di un buon provvedimento che, soprattutto in una fase difficile come quella che stiamo attraversando, deve essere in sintonia con i valori della coesione sociale. A tale scopo ritengo fondamentale la collaborazione dei Comuni e degli istituti bancari affinché da una parte si evitino a cittadini e imprese ostacoli procedurali e dall’altra si predispongano strumenti ad hoc che favoriscano l’accesso al credito”.
Per l’assessore all’Urbanistica e vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti “il nuovo Piano Casa è una legge di sistema frutto di una lunga ma ponderata gestazione attraverso centinaia di incontri sul territorio laziale con i diversi rappresentanti di associazioni e istituzioni locali, e che tiene conto delle positive esperienze realizzate in altre Regioni. Sono convinto che in questo modo andiamo a offrire un aiuto concreto alle famiglie e alle imprese della nostra regione dimostrando che la politica, quando ha idee e valori chiari, può affrontare in modo vincente la sfide che la crisi economica pone al paese”.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio di Viterbo Ferindo Palombella, gli assessori all’Urbanistica del Comune di Viterbo Claudio Ubertini e della Provincia di Viterbo Gianmaria Santucci, il presidente di Ance Lazio Stefano Petrucci, il consigliere regionale Rodolfo Gigli.
I PUNTI QUALIFICANTI DEL NUOVO PIANO CASA
1. Estendere gli interventi di ampliamento del 20% anche agli edifici residenziali di dimensioni maggiori ai 1000 metri cubi ma comunque entro un massimo di 70 metri quadrati.
2. Le abitazioni uni familiari o aggregate a schiera possono ampliarsi ciascuna il 20% e comunque fino ad un massimo di mq 70.
3. Estensione dell’edilizia sociale anche alla categoria degli studenti universitari e alle categorie protette e svantaggiate, nonché ai componenti del comparto sicurezza, dei vigili del fuoco e delle forze armate.
4. Per il reperimento di alloggi a canone calmierato viene favorita la sostituzione attraverso la demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d’uso verso il residenziale, riservando il 30% all’edilizia sociale. Con la definizione dell’emendamento per l’introduzione del mutuo sociale nella riforma del piano casa, e con la copertura dello stanziamento di 100 milioni di euro per un vero piano decennale per l’edilizia pubblica, si completa positivamente una manovra complessiva per il diritto all’abitare. Un piano che può davvero essere la svolta per dotare in poco tempo Roma e i grandi centri del Lazio di uno stock di alloggi di edilizia sociale per dare risposta all’emergenza abitativa.
5. Possibilità di sostituzione di interi condomini in stato di degrado favorita con il 60% della volumetria esistente a condizione che venga mantenuta almeno il precedente numero di abitazione in capo agli attuali proprietari.
6. La sostituzione edilizia attraverso la demolizione e ricostruzione, consentirà il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, dove il residenziale è per almeno il 50%, con un premio di cubatura fino al 35% con architettura bio sostenibile con il contenimento dei consumi energetici, materiali eco compatibili di nuova generazione evitando, inoltre, il consumo di ulteriore territorio.
7. Densificazione nei piani di zona per l’edilizia economica e popolare con l’utilizzo delle aree libere per allocare edilizia sociale evitando in tal modo il consumo di ulteriore territorio. Inoltre, sempre al fine di realizzare alloggi di edilizia sociale, sarà possibile utilizzare le aree libere edificabili non residenziali previste nei piani attuativi vigenti.
8. Recupero ai fini residenziali delle pertinenze agricole entro il limite del 50% delle abitazioni esistenti e comunque entro il limite di mq 70. In tal modo sarà possibile realizzare abitazioni in un fondo agricolo per le diverse esigenze senza consumare ulteriore territorio.
9. Per favorire le attività sportive è ammesso il recupero a tali fini dei volumi accessori negli impianti sportivi esistenti. La legge prevede la possibilità di realizzare impianti e attrezzature sportive nelle aree naturali protette nel presupposto che tali impianti sono finalizzati a valorizzare l’ambiente e garantire una utilizzazione attiva del territorio compatibile con il sito naturale, senza prevedere la realizzazione di nuovi manufatti se non quelli ammessi per le zone agricole. Solo in casi eccezionali la legge prevede la possibilità di derogare alle norme di tutela paesaggistica per la realizzazione di interventi pubblici o di interesse pubblico, ivi compresi gli impianti sciistici. La deroga può essere rilasciata solo dopo aver raggiunto l’intesa con il MIBAC in merito agli interventi proposti.
10. Per favorire l’albergo diffuso nei centri storici minori viene introdotta tale definizione nel Testo Unico del Turismo;
11. Per favorire l’adeguamento sismico degli edifici esistenti,la legge prevede un incentivo fino al 35% della volumetria esistente.
12. Possibilità ai comuni di ridurre fino al 30% il contributo concessorio dovuto per le opere di urbanizzazione qualora gli interventi riguardino la realizzazione della prima casa.
13. Semplificare e incentivare la formazione di programmi integrati tesi al riordino delle periferie e alla riqualificazione ambientale con particolare riguardo ai litorali, per restituire la fascia costiera alla naturale fruibilità attraverso premi di cubatura fino al raddoppio di quella esistente da edificare in altro sito. Per quanto riguarda la riqualificazione delle coste con la demolizione di manufatti in contrasto con le norme statali di tutela, il premio di cubatura è elevato fino al 150%. La legge prevede la possibilità di riqualificare le fasce costiere sottoposte a vincolo di legge prevedendo la demolizione dei prefabbricati esistenti e la loro ricostruzione fuori dalle fasce medesime anche con un incremento delle volumetrie esistenti. Le incentivazioni sono finalizzate a promuovere tali interventi al fine di restituire le aree vincolate alla pubblica utilizzazione.
14. Silenzio assenso: allo scopo di definire l’enorme quantità di domande dei Comuni in merito al condono edilizio, la legge prevede il ricorso alle autocertificazioni dopo la formazione del silenzio assenso previsto dalle leggi nazionali. Naturalmente, il silenzio assenso si forma solo dopo il deposito di tutta la documentazione prevista dall’attuale normativa, ivi compresi i nulla osta, delle soprintendenze, nei casi di immobili che ricadono in aree sottoposte a tutela.
15. Semplificazione delle procedure attraverso l’utilizzo della DIA. Per gli interventi più rilevanti, si accelera l’iter amministrativo attraverso la conferenza di servizi per raccogliere in un solo giorno tutti i pareri.
16. Escludere gli interventi sugli edifici situati in zone vincolate, salvo che gli stessi non risultino coerenti e compatibili con gli strumenti di tutela, con l’ottenimento del nulla osta dell’ente preposto salvaguardando in questo modo le norme alla tutela. La legge prevede la possibilità d’intervenire, quindi, fuori dagli insediamenti urbani e storici propriamente definiti e comunque tali interventi rimangono subordinati al rispetto delle norme di tutela e dei conseguenti nulla osta da parte degli organi competenti.
17. Garanzia di tutela di tutte le aree di valore storico, estendendo gli interventi alle “zone A” fuori dal perimetro degli insediamenti urbani storici come individuati dal Piano Territoriale Paesistico Regionale.
18. Le amministrazioni comunali hanno tempo fino al 31 gennaio 2012 per individuare ambiti del proprio strumento urbanistico, ovvero, immobili nei quali, in ragione di particolari qualità di carattere storico, artistico, urbanistico ed architettonico limitano o escludono gli interventi previsti dalla suddetta legge. Tutte le richieste di ampliamento potranno essere presentate con DIA a partire dal prossimo 15 settembre in poi; gli interventi, invece, che necessitano del rilascio del permesso di costruire, andranno, dal 01 febbraio 2012.
19. Con la Legge Regionale n.12, disposizioni collegate alla legge di assestamento del bilancio 2011-2013, è stata introdotta anche una piccola integrazione al Piano Casa, che prevede per i comuni ad alta tensione abitativa la semplificazione delle procedure amministrative nel caso di procedure di evidenza pubblica finalizzate al reperimento di alloggi e aree destinate all’edilizia sociale e all’edilizia residenziale pubblica. Di seguito i punti fondamentali del Piano Casa.
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