– Per “Spazi e Memoria”, la rassegna di teatro e danza giunta all’XI edizione, domani sera, mercoledì 14 settembre, nel cortile di Palazzo Gentili alle 21 va in scena “La vita che mi diedi”con Lino D’Ambrosio, Paola Cerimele, Raffaello Lombardi, Valeria D’Avorgna.
La voce del notaio è di Edoardo Siravo. E’ una produzione della Compagnia stabile del Molise.
Il protagonista di questo spettacolo è Luigi Pirandello. Attraverso la rappresentazione delle sue vicende biografiche, Pirandello si fa personaggio tra i personaggi; con questi intesse un dialogo che permette al pubblico di cogliere i tratti salienti e le vicissitudini della sua vita, la sua visione del mondo, le ansie, e come tutto ciò si è trasformato in creazione artistica.
Chi è veramente l’uomo Pirandello, cosa ha realizzato davvero nel suo intimo? In fondo tutta la sua opera si occupa di capire chi siamo, al di là delle convenzioni, delle opinioni collettive, dell’immagine sociale, pubblica, stereotipata, che abbiamo di noi e degli altri.
La produzione artistica di Pirandello è vastissima: dalla poesia alla novella, dai romanzi ai testi teatrali, alla saggistica. Con questo spettacolo si intende non certo ripercorrere la totalità dell’opera pirandelliana, ma evidenziarne le principali riflessioni filosofiche e letterarie in uno scambio incessante e fecondo tra temi, idee e vita vissuta.
I punti centrali del pensiero pirandelliano (umorismo, crisi dell’io, contrasto tra vita e forma, incomunicabilità) verranno affrontati, attraverso la rappresentazione di scene tratte dalle opere più note dell’autore: Il fu Mattia Pascal, L’uomo dal fiore in bocca, Sei personaggi in cerca d’autore, L’uomo la bestia e la virtù, Enrico IV, Colloquio con i personaggi, con il costante coinvolgimento emotivo degli spettatori.
“La vita che ti diedi”, l’opera alla quale si richiama il titolo, è un tragedia di Luigi Pirandello che si ispira alle sue novelle La camera in attesa (1916) e I pensionati della memoria (1914). Fu concepita per Eleonora Duse e deriva dalla novella La camera in attesa.
Tema centrale della commedia è l’amore materno capace anche di nutrirsi semplicemente del ricordo, facendo a meno della presenza fisica, di un figlio che è rimasto lontano dalla madre per sette anni. Su questo amore senza condizioni si intesse il dialogo con gli altri personaggi che esprimono il loro giudizio su i sentimenti materni con un commento, come accade all’inizio del dramma, che richiama la funzione del coro della tragedia greca
Questo spettacolo è la prima produzione della Compagnia Stabile del Molise, frutto di un lungo lavoro drammaturgico realizzato da Lino D’Ambrosio, Paola Cerimele e Raffaello Lombardi. Nello spettacolo sono stati coinvolti anche tre allievi-attori della scuola di recitazione che si svolge presso il Teatro Comunale di Bojano: Chiara Iannaccone, Davide Rinaldi e Giuseppe Parente.
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