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Viterbo - Simeone risponde alle associazioni e difende l’operato della Polizia provinciale

Protesta dei pescatori, nel 2011 accertate solo cinque violazioni

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L'assessore provinciale Franco Simeone

L'assessore provinciale Franco Simeone

– “Il lago di Bolsena è una risorsa economica, turistica e ambientale per tutta la nostra provincia, per questo è necessario da parte di tutti un maggiore rispetto delle regole al fine di conservare i giusti equilibri tra tutti i soggetti interessati”. L’assessore alla Caccia e Pesca della Provincia di Viterbo, Franco Simeone interviene sulle proteste dei pescatori del Lago di Bolsena oggetto, a parer loro, di troppe multe da parte della Polizia provinciale.

“A seguito delle segnalazioni da parte della associazioni Pesca Etruria, Cooperative dei Pescatori e i Pescatori autonomi – ha detto Simeone – ho dato mandato ai miei uffici di effettuare una verifica interna per avere un quadro più preciso della situazione. Dal 1° gennaio 2011 ad oggi, ci risulta, però, che sono stati redatti ai pescatori appena cinque verbali di cui due a soggetti recidivi. Se pensiamo che su tutto il lago operano circa 140 soggetti non credo che si possa parlare di persecuzione, anzi”.

Tra le violazioni riscontrate: pesca in periodo di divieto, utilizzo di attrezzature non idonee al periodo di pesca, cattura di pesci di dimensioni inferiori al consentito e non rispetto della sicurezza della navigazione. “Si tratta di violazioni veramente molto gravi ed è spiacevole constatare che una di esse – ha aggiunto Simeone – riguarda addirittura l’ormeggio, da parte di una imbarcazione, su di una boa di segnalazione di uno scoglio, mettendo così a repentaglio sia la propria incolumità che quella degli altri naviganti”.

Secondo Simeone i pescatori sono una ricchezza del territorio, sicuramente da tutelare: “Ritengo che da parte del nostro ente la categoria dei pescatori professionali debba essere protetta. E le violazioni contestate vanno in questa direzione. D’altronde – ha spiegato l’assessore – pescare al di fuori dei periodi consentiti, oppure utilizzare strumentazione non idonea, o peggio ancora pescare pesci di dimensioni inferiori a quelle concesse, sono atteggiamenti che non fanno altro che impoverire il lago a discapito degli stessi pescatori”.

“In ogni caso bisogna precisare che la Provincia – ha aggiunto Simeone – ogni anno interviene con propri fondi per il ripopolamento del lago riversando nelle acque specie come il persico sole e l’anguilla; è quindi chiaro che di fronte ad un esborso di denaro pubblico, la Provincia ha l’obbligo di tutelare quei pescatori, e per fortuna sono tanti, che rispettano invece le regole”.


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23 settembre, 2011

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