![]() Federico Grattarola |
Riceviamo e pubblichiamo – Oggi durante il consiglio provinciale abbiamo assistito all’ennesima figuraccia di una maggioranza assente e superficiale. Abbiamo assistito esterrefatti ad un empasse tutto interno ad una maggioranza che ha dimostrato per l’ennesima volta tutto il suo pressapochismo e pochezza amministrativa.
Sono mesi che l’attività amministrativa è ingessata per aspettare una soluzione relativa alla vicenda della nomina del presidente del consiglio. A nulla serve il clima di sfiducia estrema contro la politica. A nulla serve il sentimento dell’antipolitica che si sta impetuosamente facendo avanti. Ci si dimena a più non posso nel tentativo estremo di comporre il complesso puzzle delle nomine sperando che da queste scaturisca una soluzione. Si aspetta che qualcuno (Comune di Viterbo e Regione), che nulla ha a che vedere con l’ente Provincia, risolva l’annosa questione che sta acquisendo ormai connotati tragicomici.
Si sta procedendo a stento, con svogliatezza e senza una visione d’insieme. La discussione, che dovrebbe rappresentare il fulcro di una gestione consapevole della cosa pubblica, è diventata ormai un optional. Si è troppo presi dai problemi legati alla rotazione dei dirigenti, alla distribuzione delle deleghe in giunta e alla nomina del presidente del Consiglio per poter solo pensare di porre rimedio ai problemi, tanti, che attanagliano la gente e i territori.
Viviamo in un contesto difficile in cui l’Italia rischia il default e la gente percepisce la politica come lontana anni luce dalle proprie esigenze e dai problemi reali dei cittadini. A tutto questo si dovrebbe rispondere con i fatti, con fatti concreti, cominciando per esempio a discutere in modo costruttivo di quale fine faranno i lavoratori precari dell’ente, della situazione delle strade provinciali, dei temi ambientali come l’acqua e i rifiuti, delle scuole.
Insomma…. stiamo vivendo una situazione paradossale. E intanto la provincia brucia e i problemi rimangono lì senza possibilità e volontà di risoluzione. E intanto in un contesto nazionale dove si discute dell’abolizione delle Province risulta difficile, se non impossibile, difendere l’insostenibile ruolo di un organismo distratto e distaccato dalla realtà che va avanti per inerzia e senza un minimo di pianificazione.
Federico Grattarola
Capogruppo Pd in consiglio provinciale
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