![]() Claudio Taglia, coordinatore provinciale di Fli |
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del coordinamento provinciale Fli al sindaco di Viterbo Giulio Marini – Egregio onorevole Giulio Marini,
Le scriviamo come partito politico, ma Le parliamo come cittadini che vedono la loro provincia defraudata di una risorsa sanitaria a causa della superficialità con cui, a nostro parere, sta operando la giunta Polverini.
Ci riferiamo alla possibilità che l’unità operativa maxillofacciale dell’ospedale Belcolle venga chiusa a causa della dissennata politica sanitaria dell’attuale giunta regionale, che sta falcidiando la sanità del Lazio in danno e a spese della collettività.
L’ultimo provvedimento in ambito sanitario, obiettivamente scorretto, assunto dalla giunta Polverini, è il macroscopico errore di valutazione che ha come conseguenza la reale possibilità della chiusura della predetta unità operativa maxillo-facciale.
La chiarissima nota di Francesco Pasquali, capogruppo del Fli nel consiglio regionale del Lazio evidenzia il gravissimo errore della Regione a motivo della minacciata chiusura dell’unità operativa maxillofacciale di Belcolle. E ciò in spregio del fatto che l’Asp abbia rivisto i propri calcoli inviati in un primo momento, rettificandoli e ammettendo il proprio errore materiale, dichiarando esplicitamente che quei calcoli erano sbagliati.
E’ superfluo entrare nel merito dell’errore di cui si tratta, dal momento che la nota di Pasquali è di per sé sufficiente a dimostrare l’errata valutazione compiuta dalla giunta Polverini, che continua a fondare il proprio giudizio su dati che lo stesso ente, che li aveva elaborati e inviati, ha riconosciuto essere dati sbagliati.
A noi, cittadini di Viterbo e provincia, preme stigmatizzare il Suo ingiustificato silenzio, signor sindaco Marini. Lei, quale presidente della consulta sanitaria di Viterbo, nulla ha fatto, per quanto era ed è nelle Sue attribuzioni, per cercare di impedire una decisione così scriteriata come quella che si paventa. Ora, di fronte a questa colpevole inerzia, si possono avanzare due ipotesi: o Lei, signor sindaco, si è del tutto disinteressato del problema, oppure, se ne era a conoscenza, non ha ritenuto opportuno intervenire.
In entrambi i casi, a nostro modestissimo avviso, non è certamente da ravvisare un comportamento di cui un rappresentante e amministratore della cosa pubblica debba andare orgoglioso. Occorre, purtroppo, prendere atto che a pagare le conseguenze del Sua censurabile condotta è la popolazione viterbese, che si vede defraudata, ancora una volta a motivo della insipienza dei propri amministratori, di un servizio sanitario importante ed essenziale quale è quello odontoiatrico e maxillo-facciale.
Visto l’inevitabile grave danno che dovranno subire i viterbesi a causa della paventata e infausta chiusura dell’unità operativa maxillo-facciale, allora, signor sindaco, non è del tutto azzardato ritenere che il Suo inerte atteggiamento, di fronte a una prospettiva che priva il territorio di Viterbo e provincia di un essenziale servizio sanitario, rappresenti una specie di vendetta, covata nel gotha pidiellino, nei confronti di chi ha avuto il coraggio di abbandonare un partito padronale, dove, secondo noi, non è facile reperire persone che abbiano piena consapevolezza delle responsabilità connesse con la funzione pubblica.
Di fronte alla considerazione che Ella, signor sindaco, ha dimostrato di avere nei confronti dei suoi amministrati in occasione del progetto della giunta Polverini di privare i viterbesi di un importante servizio sanitario pienamente efficiente, c’è da chiedersi se le cariche di governo vengano attribuite grazie a un effettivo consenso popolare, o non piuttosto a seguito di accordi e/o strategie di palazzo.
Certo, a leggere i quotidiani locali e nazionali, ci risulta difficile notare qualcosa di positivo che Ella, signor indaco, abbia fatto per i cittadini viterbesi, anche negli anni in cui ha rivestito, e riveste tuttora, la funzione di parlamentare. Sulla base di dati concreti, ci aiuti a capire quali sono i Suoi specifici meriti di uomo pubblico.
Da ciò che si apprende leggendo i fatti salienti della cronaca politica è fondato pensare che per molti rappresentati della maggioranza dell’attuale governo l’esercizio del governo della res publica sia soltanto un mezzo per arricchire personalmente, piuttosto che il nobile fine di curare gli interessi della gente. Una deduzione avvalorata dal caso Ruby e non solo.
La cosa più vergognosa, secondo noi, è che la spudorata fandonia raccontata da Berlusconi alla Questura milanese sia stata condivisa e fatta propria, con altrettanta faccia tosta, dalla sua corte politica al gran completo. Se chi ci governa fa strame della propria dignità e non si fa scrupolo di offendere il buon senso delle persone, allora non è più soltanto un dubbio pensare che l‘unico scopo per rimanere avvinghiati alla poltrona sia quello di farsi i fatti propri, trascurando le primarie esigenze dei cittadini.
Egregio signor sindaco, non si può essere in disaccordo con “Re Berlusconi” quando dice che l’Italia è diventata un paese di m….. Però non siamo d’accordo con Lui in merito ai motivi per cui l’Italia è diventata quel tal paese.
Secondo noi l’Italia è diventata una nazione di cui non andare orgogliosi quando sentiamo l’attuale ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca affermare di essere orgoglioso di aver contribuito con una consistente somma a scavare la galleria in cui i neutrini viaggiano più velocemente della luce.
Ci vergogniamo di essere italiani quando sentiamo un ministro dell’attuale governo dire che la bandiera italiana va messa al gabinetto al posto della carta igienica.
Ci vergogniamo di essere italiani quando dobbiamo avere che fare, signor sindaco, con la crassa ignoranza dei suoi alleati di governo (alcuni sono addirittura ministri) che vanno blaterando di padania, popolo padano e di secessione.
Gli italiani sono stanchi del dito medio alzato dal ministro leghista, ovvero che il medesimo ministro si esibisca in plateali pernacchie e sonori rutti. Questa è l’Italia che ci fa vergognare nel mondo, egregio signor sindaco Marini: l’Italia dei cialtroni, dei volgari, degli ignoranti.
Per tornare all’argomento da cui siamo partiti, sappia, onorevole Marini, che noi del Fli ci mobiliteremo con tutte le nostre forze per scongiurare questo ulteriore scippo a danno della popolazione viterbese, non solo raccogliendo firme in tutti i sessanta comuni della Provincia, ma anche mettendo a conoscenza della popolazione, se ce ne fosse bisogno, che un governo, una Regione, una Provincia, e il sindaco del capoluogo di provincia, tutti appartenenti al Pdl, hanno permesso che venisse sottratto ai cittadini un servizio di primaria importanza come quello che si tenta di chiudere.
Non è ammissibile, infatti, in un momento di così grave crisi sociale, mentre sui mass media sentiamo parlare di cifre che la popolazione riesce a mala pena a immaginare. Si pensi, solo per fare un esempio, all’aiuto caritatevole che il presidente del consiglio ha voluto dare a una povera famiglia (Tarantini) in difficoltà. Si parla di 500mila euro in contanti e di 20mila euro al mese, mentre ci sono migliaia di persone che sono in seria difficoltà economica e che veramente non possono permettersi una protesi dentaria a prezzi accessibili per poter rosicchiare quel misero pezzo di pane insieme a uno scarso companatico, che si sono guadagnati con una dura giornata di lavoro, o pensionati, che dopo una vita di lavoro, debbono ancora faticare per ingerire quel poco cibo che la misera pensione consente.
E questa non è retorica, egregio Sindaco. E’ la pura verità dei fatti! Questa sì, verificabile oggettivamente. Per finire, poi, non ci si venga a dire che la nostra posizione è dettata da semplice partigianeria essendo Claudio Taglia, oltre che direttore dell’unità operativa maxillo-facciale, anche coordinatore provinciale del Fli.
Certo, il problema da noi del Fli è sentito con maggiore forza per questa specifica ragione, ma ciò non toglie che la nostra indignazione sia soprattutto generata dal vedere scomparire una struttura ospedaliera di primaria importanza attiva ed efficiente, e ci indigna soprattutto il comportamento vendicativo di certa politica, che in nome di interessi di bottega mette a rischio decine di posti di lavoro e sacrifica il bene comune al totem del dio egoismo.
Il coordinamento provinciale Fli Viterbo
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