![]() Il segretario provinciale Pd Andrea Egidi |
– Inqualificabile. Non trova altri aggettivi il segretario provinciale Pd Andrea Egidi per descrivere la situazione in Provincia.
“Ha ragione Grattarola – spiega Egidi – quando parla di situazione deprimente. Da maggio 2010 a ottobre 2011 sono passati diciannove mesi caratterizzati da inefficienza, paralisi, pressappochismo”.
Prima la falsa partenza dell’amministrazione Meroi, in ultimo le dimissioni del presidente del consiglio Piero Camilli.
“Lo ha fatto – precisa Egidi – prendendo le distanze dalla maggioranza. Argomentando la sua scelta. A Viterbo tagliano tutto, dagli ospedali agli stanziamenti, mentre aumentano le tariffe, comprese quelle sui rifiuti. Da allora sono passati più di quattro mesi e invece di dare risposte ai pesanti argomenti sollevati da Camilli, la maggioranza non è stata in grado nemmeno di trovare un sostituto”.
Problema tutto interno al Pdl. “Il tema è l’implosione del partito, un modello che non regge più, a Viterbo come altrove”. Con uno scollamento dai problemi veri.
“Abbiamo di fronte una situazione drammatica – osserva il segretario Pd – un impoverimento della Tuscia e non c’è luogo, occasione, in cui la Provincia faccia da mediatrice fra le parti sociali, gli enti locali. In una crisi come questa, da molti mesi non si apre un cantiere, gli ultimi quando c’era il centrosinistra.
Nel frattempo dall’assessorato regionale alle Politiche sociali è partita una lettera indirizzata a tutti i sindaci, invitati per dire che non ci sono soldi e quindi non devono presentare richieste di finanziamento per disabili. I sindaci sono lasciati solo. Le politiche sociali sono tra le deleghe dell’amministrazione provinciale, ma nessuno dice una parola”.
La discussione è su altro. “C’è un dibattito vergognoso sulle nomine, gli incastri regionali e la battaglia anche dentro il Comune. Niente che interessi veramente i viterbesi e lo sviluppo del territorio. Com’è possibile?”.
Meroi a questo punto cosa dovrebbe fare? “Più volte ci ha abituati a vederlo tirare la corda – precisa Egidi – la porta di palazzo Gentili la conosce e sa dov’è.
Da parte nostra intensificheremo il nostro ruolo, anche propositivo, per essere da stimolo. Per smuovere una situazione tra troppo tempo in stallo. Possibile che nessuno se ne stia accorgendo?”.
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