Riceviamo e pubblichiamo – Le argomentazioni del dottor Zucchi sono contradditorie e tutt’altro che convincenti.
Non può negare che i trasferimenti dei fisioterapisti di Orte, Valentano e Bagnoregio sono stati, inizialmente, mascherati con l’esigenza temporanea di sostituire il personale in ferie. Non si capisce il ricorso a questo espediente se il progetto del responsabile dell’area riabilitazione dell’Asl di Viterbo era quello della realizzazione di un’unità operativa complessa nell’ospedale di Montefiascone, unità operativa “fiore all’occhiello della riabiltazione viterbese”.
I dati numerici forniti da Zucchi sembrano non corrispondere: “abbiamo solo cinque terapisti, due a Belcolle due a Montefiascone e uno ad Acquapendente” ma è noto che per esempio a Montefiascone i terapisti sono sette (5 già in servizio più i 2 trasferiti da Bagnoregio). Ci auguriamo che i dati numerici dei terapisti in servizio presso gli altri ospedali siano più esatti.
Alla base della sua decisione il dottor Zucchi non può invocare la razionalizzazione del servizio. I pazienti, anche gli acuti, dei territori che facevano capo ai tre presidi soppressi ricevevano cure adeguate con meno spese e disagi; oggi sono costretti a trasferimenti disagevoli specie se si tratta di anziani o di acuti che non possono utilizzare la propria auto.
L’Asl di Viterbo, forse anche in base a queste considerazioni, ha chiesto (per favore?) di ripristinare il servizio nei tre distretti, considerazioni che evidentemente per il responsabile dell’area della riabilitazione non hanno alcuna rilevanza.
Ma c’è anche un’altra perla “se la Regione ci manderà i rinforzi gli ambulatori torneranno in funzione tutti i giorni” , noi ci chiediamo se è quella stessa Regione che dovrebbe garantire i “tre medici e i 12 infermieri” per “l’unità operativa complessa, fiore all’occhiello della riabilitazione viterbese”.
Per quanti sforzi facciamo la strategia di Zucchi ci rimane incomprensibile perciò sollecitiamo una risposta che sia convincente e adeguata alla gravità del problema.
Ci colpisce che tutto ciò avvenga nel più completo silenzio degli amministratori locali che non hanno ritenuto necessario far sentire la loro voce per difendere i diritti dei cittadini.
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