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Viterbo - Il segretario comunale Pd, Alvaro Ricci, replica al sindaco

“Patto di stabilità, Marini non dice tutta la verità”

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Riceviamo e pubblichiamo –  Il sindaco Marini non dice tutta la verità.

Il Comune di Viterbo ha sforato il patto di stabilità interno per quasi 4 milioni di euro, e questo è un dato inconfutabile,  per l’assenza di una seria politica economica.

Ma cosa è il patto di stabilità?

E’ un accordo stipulato dai paesi membri dell’Unione Europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio, esteso anche  finalizzato alla riduzione del  debito pubblico nazionale, a cui debbono contribuire anche gli enti locali.

E come si sostanzia?

Nel cercare di aumentare le entrate e diminuire la spesa corrente.

E come si fa?

Alcuni esempi:

–          potenziando le attività per aumentare la base imponibile (non le aliquote) delle imposte comunali (ICI e Tarsu) e combattendo la loro evasione;

–          vendita di immobili non funzionali all’attività istituzionale;

–          limitare il ricorso a consulenze e/o attività esterne all’organico dell’amministrazione;

–          favorire contratti di sponsorizzazione;

–          riduzione del ricorso ad affidamento diretto di servizi a società controllate dal comune;

–          favorire l’ingresso di soggetti privati nel mercato dei servizi pubblici;

–          vendita quote a partecipazioni societarie;

A qualcuno risulta che il Comune di Viterbo abbia fatto qualcosa che vagamente somigli a tutto ciò?

Che cosa ha fatto, invece,  o meglio non ha fatto la Giunta Marini tanto da determinare lo sforamento del patto di stabilità interno?

–          non è riuscita ancora a chiudere le società partecipate che hanno prodotto e continuano a produrre enormi perdite (CEV, Francigena, Robur, Tuscia Expo)

–          a fronte di  contratti di affitto di immobili,  dai quali dovrebbe incassare circa 600.000 euro annui,  ne incassa poco più di 100.000, con una percentuale di morosità pari all’80%;

–          le entrate per oneri concessori sono state inferiori di 2.000.000 di euro rispetto alle previsioni di bilancio;

–          l’evasione tributaria ha raggiunto livelli altissimi. Nonostante ne siano state individuate alcune delle cause più importanti, come il mancato censimento delle aree edificabili, le  classificazioni catastali,  in molti casi  non conformi alla realtà (è il caso di molte ville di lusso che non dovrebbero essere esenti da ICI e mentre invece lo sono), nulla o pochissimo è stato fatto.  E pensare che soltanto queste due fattispecie avrebbero portato alle casse comunali un cifra,  stimata dagli stessi uffici, di oltre un milione di euro annui.

–  con grave  ritardo,  nello scorso mese di luglio, è stato approvato il piano per le dismissioni immobiliari e,  a tutt’oggi,  non sono stati ancora pubblicati i bandi per la vendita e quindi non  è entrato un solo euro.

Che poi,  la Regione Lazio,  abbia inteso cedere una quota del  patto di stabilità Regionale,  per evitare che il comune precipitasse nel baratro, ne siamo felici perché sarebbe stato veramente un dramma e noi non siamo certo quelli del tanto peggio tanto meglio, ma da qui a fare proclami e a festeggiare ce ne passa davvero molto.

Così, purtroppo,  seppure molto sommariamente, stanno effettivamente le cose.

Alvaro Ricci
Vicecapogruppo Partito Democratico Comune di Viterbo


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31 ottobre, 2011

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