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Viterbo - Il presidente del sodalizio ricorda Gemini

Mecarini: “Bruno, l’angelo custode dei facchini”

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Il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini

Il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini

Riceviamo e pubblichiamo – Oggi il Sodalizio piange la scomparsa di Bruno Gemini, facchino di Santa Rosa dal 1967 fino al 1982, poi impeccabile guida fino allo scorso 3 settembre.

Stamani, appena acceso il cellulare, ho avuto un tuffo al cuore quando sul display è comparso il nome del figlio Marco che mi stava chiamando e che, di lì a pochi istanti, mi avrebbe comunicato ciò che non avrei mai voluto sapere, ma che in cuor mio da giorni, purtroppo, sapevo che presto sarebbe accaduto.

Dopo una strenua lotta, combattuta, da par suo, come un leone, contro un male inesorabile, Bruno si è dovuto arrendere.

Eppure, fino all’ultimo ha voluto essere al nostro fianco.

Lo scorso 3 settembre, già con il male che lo stava dilaniando, con la divisa indosso, ha camminato davanti alla Macchina da Piazza del Comune fino a Santa Rosa, dritto come un fuso, fiero e pieno di dignità e consapevolezza che il ruolo di guida, da lui rivestito per una vita, postula.

Su Bruno Gemini ci sarebbe da scrivere un trattato, per ciò che ha rappresentato all’interno del Sodalizio, ma anche per la sua figura del tutto peculiare.

Alto, anzi altissimo, bello come un attore (con una vaga somiglianza a John Wayne), con un portamento elegante, oserei dire ieratico, di un eleganza che solo la vera nobiltà d’animo può conferire.

Bruno non solo era elegante e nobile nel portamento, lo era anche nei gesti e nelle parole, nonostante, come del resto la stragrande parte di noi, non fosse di nobili origini.

Umile, mai un gesto o una parola fuori luogo o sopra le righe, mai un’alzata di voce. Non solo. Chiamava per rispetto il capofacchino Sandro Rossi, capo; chiamava me, che non ero degno di allacciargli le scarpe, presidente e continuava a farlo, nonostante i ripetuti inviti a chiamarci per nome.

Ma è stato, è e sarà soprattutto e sempre un grande amico. Non riesco a contare le innumerevoli serate passate insieme, quando tra una battuta e l’altra, un piatto di facioli co’ le cotiche o gli immancabili “cianchetti”, Bruno non lesinava consigli e suggerimenti, non solo nell’ambito del trasporto, ma anche per la vita di tutti i giorni. Un angelo custode, una vera e propria guida spirituale, anzi, come scherzosamente (ma non troppo) lo definimmo a suo tempo, il nostro Guru delle guide. Un ricordo che mi fa sorridere, ma che pure mi riempie di malinconia è proprio quando durante una delle tante cene con i facchini gli dicemmo che era il nostro guru; Bruno, tra il serio e il faceto, con il suo bell’intercalare bagnaiolo ci replicò: “ma mica sarà ‘na parolaccia?”. Risate a crepapelle. Bruno Gemini era capace anche di questo.

Con Bruno se ne va un pezzo della storia del Sodalizio. Una carriera irripetibile. Entrato nel 1967, anno del fermo, ha proseguito come facchino, insieme al fratello Angelo, fino al 1982, poi guida ininterrottamente fino al 2011, a parte un breve periodo in cui era stato accantonato (2005 e 2006), nonostante la sua incommensurabile esperienza e capacità, doti che unite al suo carattere equilibrato e alla sua fermezza, hanno fatto di Bruno Gemini una figura unica, una sicurezza e una garanzia per tutti. Ha avuto persino la soddisfazione di vedere i due figli maschi Marco e Massimo indossare la divisa del facchino.

Noi tutti ci stringiamo, come fosse il 3 settembre, alla moglie Francesca ai figli Marco e Massimo, alla figlia Michela e ai parenti tutti.

Ora caro Bruno le nostre strade, per ora, si dividono; domani un picchetto di facchini in divisa, quella divisa che hai indossato e servito per 45 anni, ti renderà onore insieme alla bandiera e al labaro del sodalizio, di cui tu, insieme a tanti altri, sei cofondatore.

Se è vero come dice Goethe, che la vita è l’infanzia dell’immortalità, tu hai avuto una bellissima infanzia, di cui ci possiamo vantare di aver condiviso una buona parte.

Col tuo passo elegante, oscillando lentamente le braccia come solo tu sai fare, fiero, diritto e ieratico come sempre, ti incammini verso la tua immortalità.

E ogni 3 settembre sarà come se tu fossi lì al nostro fianco.

Grazie, maestro Bruno, per ciò che ci hai insegnato e donato, sarai sempre nei nostri cuori e, soprattutto, continua a essere la nostra guida, ovunque tu sarai.

La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.
(F. Pessoa)

Massimo Mecarini
Presidente del sodalizio dei facchini di Santa Rosa


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14 ottobre, 2011

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