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Civita Castellana - Ieri la manifestazione per chiedere il riconoscimento dello stato di crisi - Tra i lavoratori il vescovo Romano Rossi

Niente stipendio e tanta rabbia

di Emma Sanna
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I lavoratori del distretto durante la manifestazione

I lavoratori del distretto durante la manifestazione

Il vescovo Romano Rossi alla manifestazione

Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli

Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli

I lavoratori della Cgil

I lavoratori della Cgil

Il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e il consigliere regionale Giuseppe Parroncini

Il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e il consigliere regionale Giuseppe Parroncini

I sindaci e i rappresentati dei comuni del distretto

I sindaci e i rappresentati dei comuni del distretto

– Arrabbiati, delusi, amareggiati, scoraggiati. Ma ancora pronti a dare battaglia.

Sono le operaie e gli operai del distretto industriale di Civita Castellana, che ieri hanno portato in piazza la loro rabbia e l’hanno gridata per le strade (fotogallery).

Civita Castellana ha dato voce alle comunità e ai sindaci dei paesi del distretto. Tutti insieme per chiedere ancora una volta il riconoscimento dello stato di crisi.

“Siamo sconcertati, delusi. Senza prospettive di lavoro e di pensione”. Trema la voce di Marina, 54 anni, ex operaia di un industria del distretto, mentre racconta la sua condizione.

Ancora più avvilita è Stefania Vallini, ex operaia del gruppo Quadrifoglio, in cassa integrazione da quasi dieci anni.

“Dieci anni sono tanti – racconta Stefania -. Così tanti che ho dovuto vendere casa. Sono tornata a vivere dai miei, con mio figlio e mio marito, anche lui in cassa integrazione, per modo di dire poi, perché non percepisce alcuna remunerazione da sei mesi. Come si fa a vivere così? Ora sono in mobilità, ma è comunque da un anno che vivo senza stipendio”.

A sostenere i lavoratori, i sindaci dei paesi del distretto e i sindacati, tutti insieme ieri per le strade di Civita in una manifestazione che ha chiesto a gran voce l’intervento della Regione Lazio e del governo nel riconoscimento dello stato di crisi.

E tra i manifestanti e alla testa del  corteo anche il vescovo di Civita Romano Rossi per  solidarizzare con i lavoratori.

“Gli operai fanno parte della chiesa e la chiesa è parte integrante del mondo del lavoro – a detto il vescovo -. Per questo non potevo non essere qui. In gioco c’è il futuro di migliaia di famiglie”.

In prima fila il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli.

“Questo è un distretto – spiega Angelelli – che ha bisogno di riconoscersi compatto, unito e solidale. E unito chiede al governo di riconoscere lo stato di crisi per utilizzare tutti gli strumenti, consentiti dalla legge, per rilanciare queste industrie che danno da mangiare a oltre 30mila persone. L’Italia non può permettersi di perdere un distretto come questo”.

A fianco a lui il sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti: “Una città e un comprensorio che si mobilitano per il lavoro. Questa è una richiesta che le comunità rivolgono al governo, perché in quest’area così colpita dalla crisi si possa sentire la presenza dello Stato”.

Ad aprire il corteo, anche il sindaco di Gallese Danilo Piersanti, il vicesindaco di Fabrica di Roma Giorgio Cimarra, il sindaco di Nepi Franco Vita e altri rappresentanti degli altri comuni del distretto.

Tra i sindacati, il segretario della Cgil Miranda Perinelli: “La decisione dei sindaci di far partire da questa piazza la richiesta urgente di provvedimenti per salvare la vita del distretto è ottima. Oggi chiediamo con forza che la Regione provveda alle procedure per l’attuazione dello stato di crisi. E’ un passo importante perché i lavoratori possano avere delle risposte economiche. Il governo delle fare delle scelte precise affinché l’industria rientri a far parte dell’economia reale di questo Paese”.

Presente anche il consigliere regionale Giuseppe Parroncini. “La mia è un’adesione convinta a questa manifestazione  – afferma il consigliere -. Le istituzioni devono fare la loro parte, e in questo contesto è determinante il ruolo della Regione. Lo scorso 21 settembre abbiamo presentato una mozione al consiglio regionale, firmata da me, Ivano Peduzzi, Rodolfo Gigli e Francesco Battistoni.

Ora – aggiunge Parroncini – chiediamo, ancora una volta, che la mozione venga discussa in consiglio e che la regione si mobiliti. Quello di Civita è tra i distretti più importanti del Lazio. Lo stato di crisi permetterebbe di riaccendere i motori dell’economia”.

Presente anche l’assessore alle Attività economiche e produttive della provincia Francesco Simeone. “E’ importante essere qui – ha detto Simeone – per portare solidarietà ai sindaci e ai lavoratori del distretto. E’ un segnale di attenzione e disponibilità, per facilitare il dialogo e il confronto con la Regione”.

Con lui, il segretario provinciale dell’Udc Gianmaria Santucci che ha detto: “Non si può più perdere tempo. E’ ora che intervengano Regione e governo”.

A chiudere il corteo la sezione di Civita del Partito di Rifondazione comunista e i ragazzi dell’istituto scolastico Colasanti.


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22 ottobre, 2011

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