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Economia - Presentata l'analisi congiunturale del primo semestre del 2011 di Federlazio

Orsolini: “Costretti a navigare a vista”

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Il presidente di Federlazio Rino Orsolini

Il presidente di Federlazio Rino Orsolini

Giuseppe Crea, direttore di Federlazio

Giuseppe Crea, direttore di Federlazio

Mario Adduci del servizio sindacale

Mario Adduci del servizio sindacale

Un'immagine della conferenza di Federlazio

Un'immagine della conferenza di Federlazio

– Incerto. Statico. Senza prospettive.

Il quadro emerso dall’analisi congiunturale di Federlazio del primo semestre del 2011 non è roseo. A sottolinearlo sono il presidente Rino Orsolini, il direttore Giuseppe Crea e Mario Adduci responsabile del servizio sindacale.

La ricerca è stata condotta su un campione di 350 piccole e medie imprese, delle quali 46 della provincia di Viterbo, le cui caratteristiche settoriali e dimensionali rappresentano fedelmente la composizione dell’universo delle imprese aderenti all’associazione.

“Il 2011 non è iniziato sotto i migliori auspici – afferma il direttore Crea -.Il quadro economico generale è peggiorato con incidenze negative su quello della piccola e media impresa.

La ripresa sembra ancora lontana. La crisi si fa sentire e lo dimostrano i dati negativi che riguardano la produzione, gli ordinativi, il fatturato e gli investimenti. E’ vero che l’occupazione tiene, anche grazie agli ammortizzatori sociali, ma le prospettive di assunzione per i prossimi mesi non sono esaltanti“.

La crisi ha avuto conseguenze sulla vitalità del sistema imprenditoriale. “Il tasso di natalità delle imprese nella a Viterbo – spiega Crea – è pari all’1,58%, inferiore sia al dato regionale (1,68%) sia a quello nazionale (1,75%). Allo stesso tempo, però, il dato della mortalità è il più basso di tutte le province (1,13%) rispetto di nuovo a quello regionale e nazionale”.

Preoccupano i dati relativi alla produzione. “In linea con il calo registrato nel 2010 – dice Crea – anche nei primi anni di questo anno è proseguito il rallentamento della produzione. Le aziende hanno dichiarato una diminuzione dei livelli produttivi che passa dal 25,9% al 31,7% “.

Stesso discorso per gli ordinativi. “Aumenta ancora, dal 28 al 33%, la percentuale delle imprese che dichiara una contrazione del livello degli ordinativi interni; parallelamente scendono dal 49% al 41% quelle che dichiarano una stabilità del mercato. Solo il 3% delle aziende dichiara un aumento degli ordinativi. L’indagine conferma il trend negativo delle esportazioni verso i mercati dell’Unione europea”.

L’unico segnale in controtendenza viene dai mercati extra Ue, in particolare quelli dell’area Bric, Brasile, Russia, India e Cina. Il 12 % delle imprese dichiara un aumento della domanda e resta invariata rispetto allo scorso anno la percentuale di quelli che hanno dichiarato una diminuzione.

Note dolenti arrivano anche dagli ordinati e dal fatturato. “A confermare l’andamento negativo del primo semestre del 2011 – dice Crea – c’è il dato delle aziende che hanno dichiarato un aumento del fatturato sul mercato interno e che si aggira intorno allo 0,5%. L’incertezza si riflette anche sugli investimenti: nel periodo gennaio-giugno 2011 solo il 25% degli imprenditori ha detto di aver investito rispetto al 46,2% di fine 2010. Un preoccupante taglio di oltre il 20%“.

Secondo l’indagine di Federlazio, resta stabile l’occupazione, anche grazie all’uso degli ammortizzatori sociali. Gli organici sono risultati stabili nel 66% delle aziende intervistate, rispetto al 71% della precedente rilevazione. L’un per cento delle imprese ha ridotto l’occupazione, mentre aumentano sensibilmente le imprese che hanno occupato, passando dal 12% al 17%.

Dato interessante preso in considerazione dall’analisi è quello relativo ai ritardi dei pagamenti da parte dei privati. “E’ interessante notare – dice ancora Crea – che nel primo semestre 2011 troviamo al primo posto i ritardi dei pagamenti da parte di privati, che ha prodotto ripercussioni negative nella gestione delle imprese, e che ha superato anche quelli storici della pubblica amministrazione.

Prima il problema principale degli imprenditori era l’insufficienza della domanda – aggiunge -, che ora è invece al secondo posto, segno che la mancanza di liquidità aziendale ora preoccupa di più. E’ non possiamo ignoralo”.

Appare più rosea la situazione della cassa integrazione. “Sulle tre tipologie di cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga, a Viterbo, la percentuale è diminuita del 21,2% rispetto al 2010 – afferma Mario Adduci -. Un timido segnale positivo che può rafforzarsi solo con un miglioramento degli indicatori della gestione aziendale che abbiamo fin qui esaminato“.

Una situazione di incertezza che, per il presidente Orsolini, dipende soprattutto dalla mancanza di decisione della classe politica. “La politica e le istituzioni devono rendersi conto che le imprese sono la forza trainante del paese – dice il presidente di Federlazio -. La situazione è stabile. Non c’è crescita. La disoccupazione giovanile è aumentata ed è impossibile fare previsioni per il futuro. Navighiamo a vista. Affrontiamo situazioni giorno per giorno.

Serve una politica economica e una riforma fiscale seria, altrimenti rischiamo di essere soffocati dalle tasse e dalla burocrazia. La mancanza di decisione spinge le famiglie a non fare passi azzardati perché, da quello che emerge, hanno meno da spendere.

L’acquisto dei beni viene rimandato a un tempo incerto e a rimetterci sono, naturalmente, le aziende che devono produrli. Imprenditori e cittadini sono pronti a fare sacrifici per superare questa situazione di stagnazione – conclude Orsolini -. Basta solo che anche dall’altra parte ci sia una risposta adeguata”.


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24 ottobre, 2011

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