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– Lunghe attese per le pratiche sull’assegno d’invalidità civile e nel frattempo qualcuno muore, mentre per gli assegni di disoccupazione si può aspettare (e senza sussidio) anche tre mesi.
Contro un’Inps dai tempi biblici, sit in di sindacati, lavoratori e semplici cittadini. Quelli su cui ricadono i disagi di un disservizio che vivono sulla loro pelle. Perché alla lentezza si somma la decisione di non far accedere agli uffici i responsabili dei patronati.
“Decisione presa – spiega Rosita Pelecca della Cisl – senza un confronto. Ma i patronati svolgono un ruolo importante, predispongono le pratiche, mancando il confronto con gli operatori i tempi si allungano a tutto discapito degli utenti. Con le email non si risolvono i problemi”.
All’origine dei problemi, la carenza di personale. “Non c’è più il tun over – fa notare Giancarlo Turchetti (Uil) – chi va in pensione non è sostituito e come se non bastasse, il sistema informatico Inps ha delle lacune. Non dialoga con quello dell’Asl.
Per le domande d’invalidità civile l’Inps fa la visita, poi invia il verbale per via telematica all’Inps con l’esito. Ma i due sistemi informatici non sono compatibili. Quindi la pratica rimane ferma fino a quando qualcuno non la va a prendere fisicamente all’Inps e non la rielabora.
Assurdo che i due sistemi non comunichino fra loro”.
Con effetti evidenti. “Si attende fino a un anno – continua Turchetti – e nel frattempo qualche persona anziana è deceduta”. Non solo. “Se guardiamo alla cassa integrazione in deroga – spiega ancora Turchetti – soltanto un mese fa sono stati erogati i primi quattro mesi del 2011.
Per la disoccupazione si aspetta fino a novanta giorni e adesso che si va verso la chiusura degli sportelli Inps, l’avere limitato l’accesso ai patronati rende tutto più difficile”.
Se si va avanti così, è il collasso per Carlo D’ubaldo della Cgil. “Si delegittima il nostro ruolo – sottolinea – quando assistiamo a ritardi pesanti, con il decesso del richiedente si procura un danno, ma sopratutto un dolore fortissimo. Non si comprende che spesso i patronati si sostituiscono all’Inps. Non vorrei che dietro ci fosse una volontà politica”.
Una delegazione dei manifestanti è stata poi ricevuta dalla direzione Inps.
Giuseppe Ferlicca
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