![]() Una pattuglia dei carabinieri |
– Oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, cinque arresti.
Si aggiravano per la stazione di Orte senza documenti. Quando hanno visto i carabinieri sono scappati a gambe levate. Ma la fuga è durata poco: i militari sono riusciti ad acciuffarli tutti e ad arrestarli per oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
I cinque, tutti afghani di una ventina d’anni, sono stati sorpresi sabato pomeriggio, da una pattuglia dei militari di Orte.
A insospettire i carabinieri, la fuga repentina del gruppo, che ha fatto subito scattare l’inseguimento. Tre di loro sono stati raggiunti subito. Gli altri due, li hanno rintracciati in un secondo momento gli uomini del Nucleo operativo radiomobile di Civita Castellana.
Nel tentativo di divincolarsi, i cinque avrebbero spintonato e sferrato calci ai militari, due dei quali si sono fatti refertare al pronto soccorso per le escoriazioni riportate, dichiarate guaribili in cinque giorni.
Una volta portati in caserma, per non finire in manette, i cinque, senza fissa dimora, privi di documenti e inottemperanti a un precedente decreto di espulsione, si sono detti tutti minorenni. Ma dalle radiografie fatte eseguire dai carabinieri, è risultato che erano tutti maggiori di 18 anni.
Da qui, l’accusa di oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Stamattina il processo per direttissima al tribunale di Viterbo. Un interprete ha cercato di tradurre quelle poche frasi che uno dei cinque è riuscito a pronunciare in un inglese stentato. “Vengo da una famiglia afghana facoltosa che mi ha mandato a studiare a Roma”, ha detto uno di loro.
Di più, non si è riusciti a capire. Seguire il filo del discorso, in mancanza di qualcuno che traducesse dal persiano, era impossibile. Tanto per l’interprete di lingua inglese, quanto per gli arrestati, uno dei quali è scoppiato all’improvviso in lacrime, biascicando parole incomprensibili in persiano.
Alla fine, il giudice Italo Ernesto Centaro ha convalidato l’arresto e disposto la liberazione dei cinque, che dovranno ripresentarsi in tribunale la prossima settimana. Ammesso che siano riusciti a capire una parola di quello che è stato detto durante l’udienza.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY