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Sport - Oggi segue la prima squadra

Giovanni Benedetto visita la Stella azzurra

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– Ospite di lusso, all’inizio di questa nuova settimana di lavoro, per la Ilco Stella Azzurra Viterbo.

Lunedì, infatti, alla ripresa degli allenamenti, le squadre della società di via Oslavia hanno ricevuto la visita di Giovanni Benedetto, allenatore con grande esperienza in ambito nazionale. Classe 1965, Benedetto ha un curriculum di tutto rispetto.

Comincia la sua carriera da allenatore nel 1988 con il settore giovanile della Viola Reggio Calabria ed il raggiungimento di due finali nazionali.

Dal 1992 al 1995 è stato vice allenatore in serie A della Viola Reggio Calabria al fianco di Carlo Recalcati, nella stagione 95/96 fa l’esordio da Head Coach in quel di Sassari in serie B2, nell’anno successivo firma sempre in serie B2 per il Potenza.

Dopo due esperienze in serie B, coach Benedetto nel 1997 torna a Reggio Calabria in qualità di responsabile del settore giovanile della Viola (serie A1): ottiene ottimi risultati nel vivaio e quindi decide di rimanere dal 1999 al 2004 al servizio della Nuova Basket Viola sempre come allenatore del vivaio.

Dal 2004 viene nominato capo allenatore a Catanzaro in serie B2 dove rimane fino a fine stagione sportiva 2005/2006. Nel 2006/2007 debutta in B1 alla guida di Atri, retrocedendo dopo un’annata sfortunata. Nel 2007/2008 viene nominato Responsabile per la Fip alle Selezioni nazionali degli Under 20 e degli Under 22 e partecipa, come assistente allenatore di Walter De Raffaele, alla tournèe negli Stati Uniti della nazionale under 22 della B d’eccellenza.

Viene nominato assistente nazionale A da coach Recalcati ai raduni di Teramo e Borgosesia e per la preparazione alla qualificazione Europei 2009. Torna ad allenare una squadra di club nella stagione 2008/2009 a Latina, guidandola alla vittoria in Serie A dilettanti e, di conseguenza, alla promozione in Legadue. Nella stagione successiva passa a Trapani, sempre in Serie A Dilettanti, con la quale conquista un ottimo terzo posto al primo anno e, nel campionato appena concluso, un’altra promozione in Legadue.

Legato da un’amicizia decennale al direttore tenico biancostellato Fabio Bernini, Giovanni Benedetto ha accolto l’invito della società biancoblu a venire a vedere come lavora il club viterbese.

“La Stella Azzurra vanta numeri importanti – afferma l’allenatore -, non è facile trovare altre realtà con lo stesso numero di tesserati, dai bambini del minibasket ai ragazzi che fanno attività giovanile. L’obiettivo è quello di portare in prima squadra i ragazzi del vivaio, dando loro una prospettiva, regalando loro la possibilità, magari, di coronare il sogno di emergere e di giocare ad alti livelli. Per far questo è necessario migliorarsi sempre sotto il profilo della qualità tecnica e organizzativa, e avere pazienza, perché i risultati arrivano col tempo”.

“Sono qui per mettere la mia esperienza a disposizione della Stella Azzurra – continua Giovanni Benedetto -, per uno scambio di opinioni e un confronto sul buon lavoro che si sta facendo qui a Viterbo. Credo che l’allenatore bravo sia quello che si mette ogni giorno in discussione e che ‘ruba’ ai colleghi un po’ della loro esperienza”.

Benedetto lunedì 14 ha assistito alla Verità agli allenamenti del minibasket e delle squadre Under 13, Under 15 e Under 19 Elite. Oggi seguirà anche la prima squadra. “Posso dire che qui alla Stella Azzurra ho notato una grande passione – dichiara -, un punto di partenza importante per costruire qualcosa di buono con i giovani. I ragazzi hanno voglia di impegnarsi, i loro genitori sono coinvolti, e i bambini si divertono e sorridono. Qui c’è una base di lavoro che sarebbe bello trovare in ogni società”.

“Non sono qui per insegnare nulla a nessuno, perché non credo che esistano persone depositarie della verità assoluta – chiarisce -. Sono qui per rivedere l’amico Fabio e per tornare a Viterbo, città che conosco bene visto che ho avuto modo di frequentarla anni fa quando seguivo mio padre nei suoi spostamenti di lavoro. Mi piace vedere come i colleghi allenatori lavorano con i gruppi, mi piace il confronto e la voglia di ‘rubare’ qualcosa agli altri. I vivai sono l’unica risorsa vera delle società di pallacanestro, chi non ha un buon settore giovanile oggi è senza futuro, è destinato a sparire.

E’ per questo  – conclude – che secondo me è necessario lavorare bene per migliorare le qualità di ogni singolo atleta, sia sotto l’aspetto sportivo e tecnico che sotto quello psicologico. Questa è una valutazione che va fatta ancor prima di quella relativa al risultato della squadra a breve scadenza: la pallacanestro e il basket, infatti, devono essere per i nostri giovani anche e soprattutto una scuola di comportamento. Solo dopo aver lavorato sul miglioramento complessivo degli atleti – conclude – allora si potrà pensare ad un’idea più generale di squadra”.


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15 novembre, 2011

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