![]() Valter Lavitola |
– Valter Lavitola e i suoi affari nella Tuscia. Il Fatto Quotidiano svela gli investimenti del noto faccendiere nel territorio del Comune di Blera.
Secondo il quotidiano, Lavitola, latitante all’estero perché coinvolto in alcune inchieste giudiziarie tra cui quella su caso Berlusconi – Tarantini, sarebbe proprietario del castello di Civitella Cesi, a Blera.
L’affare sarebbe passato per la Maremma Srl, “una società – scrive il giornale – che è stata perquisita a fine settembre nell’ambito di un’inchiesta per false fatturazione dell’Avanti e che è tuttora intestataria del castello di Civitella Cesi.
Gli investigatori – si legge – vengono a conoscenza dello strano affare quando ascoltano le telefonate intercettate dalla Procura di Pescara nel 2009 e ora acquisite da quella di Napoli.
Nelle intercettazioni Lavitola discute con il costruttore Pietro Salini e con il suo socio nell’affare, l’avvocato Marco Cavaliere, di mucche e pagamenti. Salini – spiega il Fatto – è il titolare del gruppo che vanta imponenti fatturati e che sta costruendo la metropolitana di Copenaghen, socio del gruppo Todini e di Impregilo”.
“Non ho nulla a che fare con Valter Lavitola – dichiara l’imprenditore al giornale -, l’ho incontrato solo per questa transazione relativa a una vertenza legale su questa tenuta. Poi non l’ho più visto né sentito”.
Salini entra in contatto con Lavitola perché si interessa di una tenuta di caccia e un castello “che erano stati comprati – spiega il Fatto – a prezzo saldo dal faccendiere, da una società di una famiglia marchigiana: i Brandi.
Salini e Cavaliere impugnano la vendita alla Maremma. La lite giudiziaria si compone con una transazione il 30 luglio del 2009. La Maremma, società considerata dagli investigatori napoletani riferibile a Lavitola, cede la proprietà della tenuta per 2,9 milioni di euro ma l’affare rischia di saltare per la mancanza di una decina di vacche e per l’aumento del prezzo dei lavori di ristrutturazione”.
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