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Gotor risponde agli interrogativi su Aldo Moro

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Angelo Allegrini

– Scritto e riscritto a mano dal prigioniero, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori delle Brigate Rosse è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana e molti dei suoi snodi più inquietanti: dal generale Dalla Chiesa ad Andreotti, da Gladio alla P2, dai servizi segreti alla banda della Magliana, dall’omicidio del giornalista Pecorelli ai brigatisti Moretti, Gallinari, Senzani e Fenzi.

Lo stesso memoriale è incompleto, lacerato, avvolto dal mistero: perché le Brigate Rosse non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso? I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare dodici anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autografi di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? 
E cosa vi era scritto?

Le risposte a tali domande si trovano nel libro scritto da Miguel Gotor che verrà presentato martedì 13 dicembre alle 16 con una tavola rotonda promossa dall’’Archivio di Stato di Viterbo nell’’ambito dell’’iniziativa “Appuntamenti con la memoria” e ospitata dalla fondazione Carivit nella bella sala delle assemblee di palazzo Brugiotti in via Cavour 67.

Alla presentazione, che si svolgerà sotto forma di intervista condotta da Angelo Allegrini, sarà l’’autore stesso, assieme a un altro storico del calibro di Francesco M. Biscione, a dimostrare, come già nella sua fortunata edizione delle lettere dalla prigionia, che è possibile sottrarre le carte di Aldo Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarli al rigore del metodo storico. Unico modo con cui possono essere così decifrati, finalmente, i segni di una sanguinosa e decennale lotta di potere, in cui la politica, le ambizioni personali, la criminalità e gli affari si sono intrecciati con la crisi della Repubblica.
Un enigma italiano, e la sua soluzione.

Miguel Gotor. Miguel Gotor (Roma, 1971) insegna Storia moderna all’Università di Torino. È stato borsista della fondazione Michele Pellegrino e della Fondazione Luigi Firpo e fellow presso “Villa I Tatti. The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies”. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinque e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del papa. Inquisizione, santità e obbedienza in età moderna (2002), Chiesa e santità nell’Italia moderna (2004). Per Einaudi ha curato il volume Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, con cui ha vinto il premio Viareggio per la saggistica nel 2008. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Passaggi, 2011).

Francesco M. Biscione. Francesco M. Biscione lavora presso l’istituto dell’Enciclopedia italiana ed è stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo. Tra le sue pubblicazioni un’edizione testuale del Memoriale di Aldo Moro (1993) e i volumi Il delitto Moro. Strategie di un assassinio politico (1998) e Il sommerso della Repubblica. La democrazia italiana e la crisi dell’antifascismo (2003). Per Einaudi ha curato il volume Palmiro Togliatti, Corso sugli avversari. Le lezioni sul fascismo (2010).


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28 novembre, 2011

Viterbo - Un incontro per presentare il libro sui segreti del memoriale del prigioniero delle Brigate Rosse - Modera Angelo Allegrini

Gotor risponde agli interrogativi su Aldo Moro

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Angelo Allegrini

– Scritto e riscritto a mano dal prigioniero, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori delle Brigate Rosse è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana e molti dei suoi snodi più inquietanti: dal generale Dalla Chiesa ad Andreotti, da Gladio alla P2, dai servizi segreti alla banda della Magliana, dall’omicidio del giornalista Pecorelli ai brigatisti Moretti, Gallinari, Senzani e Fenzi.

Lo stesso memoriale è incompleto, lacerato, avvolto dal mistero: perché le Brigate Rosse non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso? I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare dodici anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autografi di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? 
E cosa vi era scritto?

Le risposte a tali domande si trovano nel libro scritto da Miguel Gotor che verrà presentato martedì 13 dicembre alle 16 con una tavola rotonda promossa dall’’Archivio di Stato di Viterbo nell’’ambito dell’’iniziativa “Appuntamenti con la memoria” e ospitata dalla fondazione Carivit nella bella sala delle assemblee di palazzo Brugiotti in via Cavour 67.

Alla presentazione, che si svolgerà sotto forma di intervista condotta da Angelo Allegrini, sarà l’’autore stesso, assieme a un altro storico del calibro di Francesco M. Biscione, a dimostrare, come già nella sua fortunata edizione delle lettere dalla prigionia, che è possibile sottrarre le carte di Aldo Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarli al rigore del metodo storico. Unico modo con cui possono essere così decifrati, finalmente, i segni di una sanguinosa e decennale lotta di potere, in cui la politica, le ambizioni personali, la criminalità e gli affari si sono intrecciati con la crisi della Repubblica.
Un enigma italiano, e la sua soluzione.

Miguel Gotor. Miguel Gotor (Roma, 1971) insegna Storia moderna all’Università di Torino. È stato borsista della fondazione Michele Pellegrino e della Fondazione Luigi Firpo e fellow presso “Villa I Tatti. The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies”. Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinque e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del papa. Inquisizione, santità e obbedienza in età moderna (2002), Chiesa e santità nell’Italia moderna (2004). Per Einaudi ha curato il volume Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, con cui ha vinto il premio Viareggio per la saggistica nel 2008. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Passaggi, 2011).

Francesco M. Biscione. Francesco M. Biscione lavora presso l’istituto dell’Enciclopedia italiana ed è stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo. Tra le sue pubblicazioni un’edizione testuale del Memoriale di Aldo Moro (1993) e i volumi Il delitto Moro. Strategie di un assassinio politico (1998) e Il sommerso della Repubblica. La democrazia italiana e la crisi dell’antifascismo (2003). Per Einaudi ha curato il volume Palmiro Togliatti, Corso sugli avversari. Le lezioni sul fascismo (2010).


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28 novembre, 2011

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