![]() Ivano Peduzzi |
– “Ho inviato una lettera ai neoministri del Welfare e dello Sviluppo, Elsa Fornero e Corrado Passera, affinché il governo nazionale affronti, con la dovuta urgenza, la vertenza del distretto industriale della ceramica di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, e riconosca quanto prima lo stato di crisi”. A renderlo noto è il capogruppo della Federazione della sinistra alla Regione Lazio Ivano Peduzzi.
“Quello di Civita Castellana – scrive Peduzzi – è stato il primo distretto industriale ufficialmente riconosciuto dalla Regione Lazio. La crisi, che si protrae da ben dodici anni, è senza precedenti sia per la durata che per il numero di lavoratori e lavoratrici coinvolti. Dapprima ha interessato il comparto delle ceramiche delle stoviglierie domestiche, causando la perdita occupazionale di 1800 posti di lavoro con la chiusura di 30 aziende. Nel 2008, invece, si è estesa alle aziende del comparto degli articoli igienico sanitari.
Il distretto industriale di Civita Castellana conta circa 3145 addetti, di cui 2087 hanno usufruito nel 2010 della cassa integrazione. A questi vanno aggiunti i 506 dipendenti in Mobilità e i 615 precari che sono stati espulsi per primi dal mercato del lavoro. Si conta che la perdita salariale per i dipendenti sospesi a zero ore in cassa integrazione, sia in un anno di circa 12 mila euro”.
“Ricordiamo – prosegue Peduzzi – che già nel 2007 il ministero dello Sviluppo economico firmò, con tutte le parti sociali, un accordo nel quale riconosceva lo stato di crisi del distretto industriale di Civita Castellana, per la crisi delle ceramiche produttrici di stoviglierie. Tale accordo necessita oggi di essere esteso anche all’industria dei sanitari. Proprio in questa direzione, nel marzo scorso, il consiglio comunale di Civita Castellana ha ufficialmente chiesto al governo la dichiarazione dello stato di crisi e a seguire anche il consiglio provinciale di Viterbo ha fatto lo stesso.
Il 9 novembre scorso, il consiglio regionale del Lazio, ha invece approvato all’unanimità una mozione, di cui ero primo firmatario, per la convocazione di un tavolo tra le parti sociali e gli enti locali al fine di formalizzare e decidere, come previsto dalla legge, il riconoscimento stato di crisi con l’obiettivo di favorire l’accesso a finanziamenti agevolati per le imprese e il prepensionamento dei ceramisti più anziani, nonché di poter usufruire di tutte gli aiuti previsti dalle normative vigenti. La mozione ha impegnato inoltre la presidente della Regione Lazio a farsi promotrice di tale iniziativa presso il governo e nella conferenza Stato – Regioni”.
“Siamo di fronte a un’emergenza che non è più procrastinabile. Questo perché la crisi della ceramica produce non solo un indebolimento delle imprese ed un impoverimento delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, ma causa anche una crisi economica che diviene inevitabilmente sociale. E’ necessario quindi – conclude Peduzzi – che la Regione Lazio e il governo intervengano immediatamente con misure straordinarie, per la difesa occupazionale ed il rilancio economico e produttivo”.
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