Riceviamo e pubblichiamo – Negli ultimi tempi le cronache nazionali e locali hanno registrato la morte di lavoratori sul posto di lavoro, si parla di tragiche fatalità ma spesso la causa è da ricercare nella mancanza di applicazione delle norme di sicurezza o dell’inadeguatezza dei mezzi usati per svolgere la propria attività. Esiste quindi una responsabilità civile e penale.
Il quadro appare ulteriormente complicato dal fatto che pur essendo in vigore dal 2008 una legislazione di sicurezza all’avanguardia in Europa, il dlgs numero 81 denominato Testo unico per la sicurezza, manca ancora una vera cultura della sicurezza. Alcune aziende tendono a considerare la sicurezza sul lavoro come un costo aggiuntivo, in una mera ottica di profitto, e non un valore aggiunto di qualificazione della propria attività.
L’assenza di attenzione a questo problema, che periodicamente funesta la società civile, è legata a una scarsa informazione e alla mancanza di una formazione specifica che interessi il datore di lavoro, i lavoratori, e i preposti al controllo del rispetto delle norme.
Di sicurezza bisognerebbe parlare 365 giorni l’anno e non solo in occasione di tragici eventi. E’ necessario entrare nel vissuto delle persone sin dalle scuole primarie, con corsi di formazione adeguati, allo scopo di creare nel tempo una solida consapevolezza del problema.
I numeri diffusi dall’Inail circa gli infortuni sul lavoro sono impressionanti. Nel solo primo semestre del 2011 ci sono stati 372.200 infortuni (42.550 nel settore edile) di cui ben 438 mortali. Questi dati appaiono ancor più impressionanti considerando che nonostante una lieve flessione rispetto all’anno precedente si è registrata una netta diminuzione del numero degli occupati, con una crescita di lavoro sommerso, vedasi la tragedia delle operaie tessili morte nello scantinato abusivo in Puglia. Il lavoro nero amplifica l’esposizione del lavoratore al rischio infortunio perché lo mantiene in una condizione di ignoranza sui propri diritti e doveri in merito di sicurezza.
Oltre gli infortuni si possono annoverare circa 40mila malattie per cause professionali con un costo per l’Inail di circa 40mila miliardi l’anno, quasi due manovre finanziarie.
Naturalmente, oltre al semplice costo economico esiste un elevato costo sociale laddove un infortunio grave, magari con invalidità permanenti, comporta aggravi per la famiglia che spesso deve farsi carico di tutto, vista l’esiguità degli aiuti di tipo socio-assistenziale forniti da un welfare sempre più residuale. Come intervenire?
Accanto alla prevenzione e alla formazione occorre rivedere il servizio ispettivo, esso infatti è frammentato in vari organi, esistono gli ispettori del lavoro e gli ispettori tecnici del ministero del Lavoro, organizzati su base provinciale, esistono tecnici della sicurezza dell’Asl e per quanto attiene allo specifico delle cave estrattive i controlli sulla sicurezza sono di competenza della regione. Naturalmente tali controlli non sono coordinati e spesso si sovrappongono.
Così, gli ispettori del ministero del Lavoro sono addetti a controllare la regolarità giuridica dei rapporti di lavoro, mentre gli ispettori tecnici, tutti laureati e con specifiche specializzazioni, controllano l’effettiva sicurezza del luogo e delle procedure di lavoro. La mancanza di ispettori tecnici e di risorse materiali (basti pensare che le ispezioni si effettuano con mezzi privati ricevendo un esiguo rimborso solo sul carburante, circa un 1/5 dell’effettivo costo) rende difficoltose e frammentarie le ispezioni e quindi anche il deterrente delle sanzioni viene meno.
Il tema della salute e sicurezza sul lavoro dovrebbe costituire un ambito privilegiato di competenza istituzionale, e come tale rappresentare oggetto di costante impegno per una piena tutela della salute, dell’integrità e della dignità della persona in ogni ambiente di lavoro. In tal senso, e nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli 1 e 4 della Costituzione, occorre promuovere la salute e la sicurezza del lavoratore attivando misure adeguate che assicurino il diritto al lavoro.
Teresa Mariotti
Idv Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY