![]() Il sindaco Marini ha ricevuto, nei giorni scorsi, i dipendenti di Villa Buon Respiro |
![]() Villa Buon Respiro, il sit-in in piazza del Comune |
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Riceviamo e pubblichiamo – In qualità di direttore operativo, pur comprendendo le difficoltà degli operatori e dei collaboratori di Villa Buon Respiro, causati dai ritardi nella corresponsione degli stipendi e dei compensi, e pur essendo sempre stato vicino a essi nei momenti più difficili, non posso esimermi dal censurare e condannare gli eccessi di risentimento e le gravi offese pronunciate nei confronti dell’azienda da parte di qualche rappresentante politico, da qualche sindacalista e da qualche parente che, pur non essendo coinvolto nei disagi, ha strumentalmente espresso un malessere inesistente, investendo perfino la Procura della Repubblica.
Come da condannare è il comportamento di quei sindacalisti che allo scopo di recuperare iscritti e credibilità sono andati oltre ogni limite offendendo l’azienda e rasentando con ciò il vituperio, la denigrazione e addirittura chiedendo la revisione dell’accreditamento di Villa Buon Respiro, abbandonandosi a dichiarazioni prive di fondamento ed esagerate in rapporto al problema del ritardo di una decina di giorni verificatosi nel pagamento degli stipendi.
Essi non tengono conto del fatto che ogni atto che offende e indebolisce l’azienda si ritorce contro i lavoratori stessi e contro gli interessi dei pazienti e dei loro famigliari.
Come ho sempre criticato la politica del “crepi Sansone con tutti i Filistei” e la generalizzazione di ogni malessere, dico oggi ai lavoratori, ai sindacati e ai parenti: giocare allo sfascio significa rischiare di chiudere Villa Buon Respiro, perdere posti di lavoro, depauperare una struttura che offre servizi ineguagliabili nel territorio a favore di soggetti diversamente abili e quindi vanificare tutti i sacrifici che gli stessi lavoratori hanno profuso nel creare a Villa Buon Respiro un piccolo paradiso per i disabili del quale andiamo molto orgogliosi.
Debbo dire però che come una rondine non fa primavera pochi dimostranti che hanno ecceduto e si e no i due parenti che hanno strumentalmente protestato, non rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno continuato a lavorare esprimendo silenziosamente il loro malessere e tantomeno rappresentano tutti quei parenti (circa 500) che nei momenti di difficoltà dell’azienda sono sempre vicini a noi nella ricerca del superamento dei problemi.
La solidarietà, il rispetto della dignità dell’uomo, a prescindere dalla cultura, del titolo professionale, il sostegno dei più deboli e la ricerca di una condizione migliore per i lavoratori, per i pazienti e le loro famiglie sono stati i miei punti di riferimento nella gestione dell’azienda e il trasferimento di questi valori nella nostra comunità sono stati perseguiti e realizzati.
Siamo tutti impegnati nella ricerca di condizioni migliori per tutti e a coloro che oggi hanno tentato di offuscare l’immagine della nostra azienda e il lavoro svolto dalla stessa dico che i loro sforzi li debbono indirizzare nelle sedi istituzionali le quali, con scelte politiche disastrose, hanno determinato la chiusura di numerosi servizi sanitari, hanno chiuso aziende e prodotto centinaia di disoccupati.
L’accanimento verso un’azienda che, nonostante i colpi di maglio inferti dai tagli sulla sanità e sulle mancate rimesse, ha sempre garantito, seppure con qualche ritardo, gli stipendi, è ingiustificato. E’ come pretendere di prelevare una trasfusione di sangue da un soggetto anemico.
La nostra azienda rispetterà gli impegni assunti nella comunità di Viterbo, compreso gli investimenti previsti, ma ha bisogno di avere un sostegno per superare l’attuale criticità.
Bruno Mereu
Direttore operativo di Villa Buon Respiro
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