– Stra.De. Rottamatori? No, camminatori.
Dopo i “rottamatori” democratici è l’ora dei “camminatori” futuristi.
Se i “ribelli” guidati dal sindaco di Firenze Matteo Renzi hanno concluso il loro weekend fiorentino, i finiani di Libertiamo (associazione presieduta da Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera) e del futurista (webmagazine e settimanale diretto da Filippo Rossi) si preparano per “Stra.de”, la loro tre giorni viterbese che vedrà la partecipazione di Gianfranco Fini e Giulia Bongiorno (unici due politici presenti), Aldo Cazzullo e Luciano Lanna, Sofia Ventura e Pietro Ichino, Peter Gomez e l’economista Luigi Zingales, il poeta Giuseppe Conte e Francesco Delzio.
“C’è bisogno di mettersi in cammino – spiegano il Futurista e Libertiamo sui loro siti internet – con la voglia di esplorare territori nuovi (e forse pericolosi), mettendo a rischio le proprie certezze, abbandonando vecchi percorsi per trovarne di nuovi e inaspettati. La politica come pellegrinaggio, più che come “guerra”: è con questo spirito che Il Futurista e Libertiamo organizzano la tre giorni viterbese di “Stra.De”, da venerdì 4 a domenica 6 novembre.
Una scommessa costruttiva, una sfida alle acque stagnanti di una politica noiosa, incattivita e miope. Non vogliamo essere “rottamatori” di niente e nessuno, ma piuttosto “camminatori”. La politica italiana è immobile, perché ha paura di decidere dove andare, noi vogliamo invece provare a scegliere la strada da percorrere, per noi stessi e per la parte politica a noi più vicina”.
Insomma un viaggio “oltre le storiche divisioni tra laici e cattolici, conservatori e riformatori, destra e sinistra – continuano -: il vero discrimine oggi è tra chi vuol costruire la propria opzione politica di governo intorno alle categorie della libertà individuale e dell’innovazione sociale, civile ed economica e chi, di contro, continua a preferire stantìe logiche settarie, utili forse a difendere posizioni acquisite ma non all’Italia”.
Rottamare non basta. “Tanta insistenza sul “ricambio generazionale” e sulla “rottamazione” delle vecchie burocrazie di partito individua il problema – continuano -, ma rischia di non risolverlo. Il dramma della politica italiana – l’inconcludenza, lo scarso coraggio delle riforme, la paralisi indotta dai mille veti incrociati – potrebbe ripetersi ancora, se alle prossime elezioni la principale alternativa al duo Berlusconi e Bossi apparirà essere la riedizione dell’Unione prodiana”.
E da parte sua “il Terzo Polo ha la chance di offrire agli italiani una proposta credibile e vivace, ma per farlo ha bisogno di costruire un tessuto di idee coerente con una tensione e una visione nuova – concludono “i camminatori”- , oltre ad una leadership capace di parlare a un elettorato ampio e potenzialmente maggioritario. La meta è forse lontana, ma non abbiamo fretta: in fondo “un viaggio di mille miglia – scriveva Confucio – comincia con un solo passo”.
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