![]() Marco Fedele, presidente della Talete |
– Talete, altro buco nell’acqua. La riunione dei soci, l’ennesima che doveva essere decisiva, si è chiusa con l’ennesimo nulla di fatto.
I sindaci – soci hanno rimandato tutto fino al 21, sospendendo la seduta, mentre per il 17 è stata convocata l’assemblea Ato.
L’ordine del giorno era piuttosto impegnativo. Come i quasi dieci milioni di euro di debito a breve da coprire attraverso un prestito da sottoscrivere da parte dei Comuni. Ma se non è stato ancora ratificato il budget 2011 pronto da febbraio, figurarsi tutto il resto.
Ormai su Talete non si naviga nemmeno a vista. Alla cieca. E gli appelli dei tecnici, del presidente Fedele rimangono lettera morta. Pure l’assessore regionale Mattei, presente a inizio seduta, non sembra riuscire a indicare la rotta via.
Così tocca al presidente Ato Meroi metterci un po’ di diplomazia e un po’ di buonsenso, dettando l’agenda dei prossimi incontri. Serviranno a qualcosa?
“La situazione finanziaria di Talete non lascia tranquilla la Regione – ha detto l’assessore Mattei – impossibile mantenerla con il 50% dei Comuni soltanto dentro”. E quelli fuori che ricorrono al Tar. In sette si sono visti aumentare la tariffa per l’acqua all’ingrosso e hanno impugnato la decisione. Per Talete si traduce nell’immediato in 500 mila euro in meno.
Sul fronte commissariamento Mattei preferisce la linea del dialogo, fin quando possibile. “Entro l’anno – continua Mattei – la Regione dovrà varare la legge di riordino del sistema idrico, con un Ato unico e non più deboli come quello della Tuscia”.
Quindi se commissariamento sarà, non riguarderà uno o più comuni, ma tutti. Per confluire nel nuovo “raggruppamento”. Siamo ancora in alto mare.
Mazzola, sindaco di Tarquinia, tra le amministrazioni che hanno fatto ricorso al Tar, rivendica le sue ragioni. “Io voglio entrare, ma sono ancora fuori da Talete e adesso mi aumentano le tariffe. 400Mila euro. Il vero problema oggi non sono i comuni che non entrano. Se domani tutti confluissero, succederebbe il finimondo”.
Troppa carne al fuoco e il fuoco non va d’accordo con l’acqua. Ragion per cui la seduta viene fermata per un po’ e alla ripresa Federico Grattarola esterna tutte le sue perplessità.
“Dall’assessore Mattei non abbiamo avuto segnali molto chiari – spiega Grattarola – la Regione lavora all’Ato unico, con un percorso da comprendere. Poi c’è la richiesta di ricapitalizzazione per i dieci milioni di euro di debito pregresso che i Comuni devono versare in base alle quote.
Per Vignanello sarebbero, ad esempio, 100mila euro. Come li reperiamo? E sopratutto, con quali prospettive? Non mi sento nella possibilità di deliberare”.
A Meroi non resta che trarre le conclusioni. Stilando l’agenda dei prossimi appuntamenti. Partendo dall’assemblea Ato il 17. “Con al primo punto – spiega – la programmazione da inserire nel piano d’ambito”. Unico sistema per ottenere dalla Regione stanziamenti.
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