– Ho letto con straordinario interesse le esternazioni del kamikaze Alvaro Ricci contro la casta dei politici regionali e i relativi commenti.
E subito mi è balzato all’occhio – almeno leggendone alcuni – che un grosso rischio esiste. Ed è quello della generalizzazione, del tanto sono tutti uguali, del dalli al politico, chiunque esso sia. Va compreso – soprattutto in questo momento di lacrime e sangue per tutti gli italiani – che questo è un modo per sfogarsi, ma tutto ciò non tiene conto del fatto che qualcuno deve pur amministrare, sia a livello locale che nazionale, se non vogliamo finire nella completa anarchia, o, peggio ancora, nell’uomo solo al comando del “ghe pensi mi”.
E allora? E allora il cittadino spesso dimentica – al di là delle lamentazioni di rito – che in democrazia il vero potere ce l’ha in mano soprattutto quando va a votare. Perché è in quel momento che lui – e solo lui – decide chi deve andare a sedere nelle poltrone del comando.
Ora, senza voler prendere le parti di uno schieramento piuttosto che di un altro, non si può non rilevare che negli ultimi anni la politica italiana – anche grazie o per colpa del maggioritario – si è trasformata in una lotta tra fazioni, alimentata soprattutto dal tifo da stadio. Ed essendo aumentati a dismisura i bisogni dei cittadini, è anche cresciuta la percentuale di coloro che non resistono al canto della sirena del “votami che poi risolvo il tuo problema personale”.
La conseguenza di tutto ciò è il vergognoso spettacolo cui stiamo assistendo a tutti i livelli. Che genera rabbia e incazzatura, entrambe giustificate. Ma a questo dovrebbe seguire una fase di riflessione sulle scelte future. Nella speranza che – per le politiche – si riesca a cambiare una legge elettorale di nominati (ma bisognerebbe anche qui tener presente che quella legge qualcuno l’ha voluta e fatta approvare).
E allora, al momento del prossimo voto, ognuno di noi dovrebbe abbandonare il tifo e comportarsi con estrema razionalità, scegliendo il migliore o, se volete, il meno peggio. Puntando a chi può veramente curare l’interesse collettivo e non quello personale o di pochi. Certo, sul mercato di persone così non è che ce ne siano molte, ma qualcuna esiste. Altrimenti, continueremo tutti a imprecare, ma al momento cruciale della questione continueremo a votare le persone sbagliate. Ergo, se poi quelli vanno al potere la responsabilità è anche nostra.
Per chiudere, una riflessione su Alvaro Ricci, che ha avuto quanto meno il coraggio di uscire allo scoperto con un gesto che gli creerà diversi problemucci. Anche nel suo partito.
Arnaldo Sassi
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