– Vincenzo Petroni non resta a guardare.
Dopo la revoca del suo incarico, il 16 novembre scorso, l’ex vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Sutri risponde per le rime al primo cittadino Guido Cianti. La replica è arrivata al consiglio comunale del 7 dicembre, durante il quale Petroni ha ribadito di nutrire forti dubbi sui veri motivi della revoca del suo incarico da parte del sindaco.
“A suo dire – ha spiegato Petroni durante il suo intervento – ho tradito la sua fiducia per averlo criticato in pubblico e per aver posto in essere delle azioni di contrasto nella giunta e all’interno della maggioranza, tanto da bloccare l’attività amministrativa. Inoltre, non avrei rispettato un accordo sottoscritto con lo stesso e altri consiglieri comunali in merito alla nomina del vicesindaco. Tali motivazioni sono a dir poco pretestuose”.
Quelle che Cianti ha definito “critiche”, Petroni li chiama “consigli da sindaco esperto a uno nuovo appena eletto”. “In questi primi tre anni e mezzo di vita amministrativa – ha proseguito l’ex vicesindaco, rivolgendosi a Cianti – ho sempre cercato di consigliarti per il meglio, evitando che, in più di qualche occasione, facessi assumere alla maggioranza consigliare e alla giunta delle decisioni quantomeno poco opportune”.
Non basta. Petroni dice di aver cercato di far riflettere il sindaco anche su altri temi. Come “la grave crisi economica che sta attanagliando la città di Sutri” e il centro storico, “che ormai versa nel più completo abbandono”. “Dopo tre anni e mezzo di amministrazione Cianti – ha fatto notare, ancora, Petroni – il centro storico si presenta con un aspetto desolato. Alle 20.30 il coprifuoco: bar chiusi, poche persone per le strade, le vie in sanpietrini “rattoppate” con cemento e asfalto alla meno peggio, alcuni angoli completamente dimenticati e sporchi e i bagni pubblici il più delle volte inutilizzabili. Gli unici interventi di miglioramento del centro storico sono dovuti all’interessamento del sottoscritto, di Guido Casini, di Giuseppe Mancinelli, Felice Casini e del gruppo Udc”.
Le mancanze del sindaco, per Petroni, riguardano anche la variante al piano regolatore. L’ex vicesindaco ricorda a Cianti di non aver “voluto nominare una commissione urbanistica rappresentativa di tutte le forze in consiglio, pur essendoti impegnato pubblicamente a farlo. Non hai voluto discutere in consiglio o quantomeno in maggioranza l’annoso problema della lottizzazione di San Benedetto. Non hai voluto organizzare nessun incontro sul Piano Casa. Hai ritardato di venti giorni l’esposizione dei progetti della Cassia ai cittadini e soprattutto, hai tenuta ben stretta la delega all’Urbanistica senza confrontarsi con la sua maggioranza. Nonostante questi problemi siano stati sollevati più volte da me e da altri amministratori Cianti, invece di riflettere e confrontarsi, hai pensato bene di revocare una delle poche persone presenti in maggioranza, che poteva aiutarti a risolvere i problemi della città. E hai fatto questo dopo una farsa durata due mesi. Azzero la giunta? Non azzero la giunta? La verità è che da troppo tempo eri spinto dai tuoi fedelissimi ad azzerare soltanto me”.
E poi gli accordi cui Petroni, secondo Cianti, sarebbe venuto meno. Ma l’ex vicesindaco ha una risposta anche per questo. “L’accordo cui il sindaco si riferisce – ha continuato a spiegare Petroni – è avvenuto dopo uno precedentemente siglato dai segretari dei partiti e firmato da almeno venti persone. Cianti ha firmato insieme a me due accordi, il primo dei quali prevedeva che la carica di vicesindaco sarebbe stata attribuita al partito più votato con i consiglieri eletti e cioè l’Udc e attribuiva il terzo assessore sempre all’Udc. Accordo che Cianti non ha voluto rispettare da subito. Ora chiede il rispetto del solo secondo accordo, che prevedeva il passaggio della carica di vicesindaco dopo due anni e mezzo dall’Udc al candidato più votato degli uomini del gruppo An. Ma questo gruppo politico prima della scadenza dell’accordo già non esisteva più, essendosi fuso nel Pdl. Inoltre, cosa ancora più rilevante, all’epoca della stipula dell’accordo Cianti non era iscritto a una delle forze confluite nel Pdl, ma soltanto a un movimento associativo locale”.
“Dopo la stipula dei due accordi – ha proseguito Petroni – il sindaco ha pensato bene di diventare il coordinatore del Pdl. Così facendo, diventando coordinatore di un partito, ha alterato tutti gli accordi stipulati. Infatti in giunta con il tuo ingresso nel Pdl ci siamo ritrovati il sindaco Pdl e quattro assessori Pdl. A questo hai ritenuto di dover aggiungere anche il vicesindaco sempre in quota Pdl. In poche parole: potere politico e amministrativo assoluto. E tutto questo alla faccia dei voti di preferenza espressi dai cittadini di Sutri”.
Nel suo intervento, Petroni ha spiegato anche i motivi della firma di quell’accordo che prevedeva la rinuncia a due anni e mezzo di carica da vicesindaco. “L’ho fatto per garantire l’ingresso in giunta di Angelo Palombi in quanto tu, Guido Cianti, non volevi mantenere l’accordo preso in campagna elettorale con Angelo Palombi di nominarlo in giunta. L’ho fatto per garantirti una partenza amministrativa senza intoppi e liti in maggioranza. Ma questo non ti ha interessato. Hai fatto e disfatto come e quando hai voluto decidendo tutto con pochi tuoi fedelissimi”.
Poi il problema proloco, cui Cianti accennava in un volantino pubblicato da Tusciaweb. “Non è vero – ha fatto notare Petroni al sindaco – che ti ho inviato una diffida, come tu l’hai definita, ma una richiesta a firma di nove persone, tra cui la maggior parte di esse candidate al rinnovo del consiglio della proloco, affinché tu, forte del tuo ruolo, garantissi le minoranze perdenti così come prevedeva una circolare della Provincia di Viterbo e il nuovo statuto approvato dalla proloco. La nostra richiesta non tendeva a distruggere la proloco, ma soltanto integrarla con due componenti della lista perdente”.
E infine il progetto della circonvallazione, che Petroni avrebbe definito “un’operetta insignificante”. “Ma tu – ha chiesto l’ex vicesindaco al primo cittadino – vuoi realmente spostare parte del traffico della Cassia su di una strada sterrata a ridosso di fossi e su di una salita con percentuali di rapidità proibitive? Che senso ha? Che senso ha realizzare il traforo sotto il ponte di via Marconi per collegare una strada sterrata alla Cassia? Non è meglio investire i soldi del Comune in opere realmente utili per la città?”.
L’intervento di Petroni si chiude con i ringraziamenti a tutti coloro che gli sono stati vicini, da Guido e Felice Casini al consigliere Mancinelli, e con una domanda al sindaco: “Hai voluto spaccare la maggioranza, e vanificare tredici anni e mezzo di lavoro comune. Ben fatto. Ma dimmi, ne puoi andare fiero e orgoglioso?”.
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