![]() |
– Niente paura: i tacchini di Tarquinia sono commestibili. Parola di Giovanni Chiatti, coordinatore del servizio veterinario della Asl di Viterbo, che interviene per placare l’allarme scatenato dalla morìa di animali in un allevamento tarquiniese.
In soli tre giorni ne sono morti un centinaio. A ucciderli, quello che Chiatti definisce “un parente decisamente più innocuo del virus H5N1”, meglio noto come influenza aviaria.
“Si tratta comunque di una forma influenzale – spiega il coordinatore del servizio veterinario -, ma non è la famosa aviaria. E’ il virus H5, che si differenzia dall’aviaria perché è a bassa patogenicità. Ovvero, è pericoloso solo per gli animali e non per la salute umana, mentre l’aviaria è ad alta patogenicità e comporta, quindi, rischi anche per l’uomo”.
L’H5 si manifesta come una semplice influenza. I tacchini morti non l’hanno superata. Nei superstiti, invece, il virus è stato debellato naturalmente. Ecco perché i 5600 capi dei quali è stata decisa la macellazione potranno tranquillamente arrivare sulle tavole italiane senza pericoli per chi li acquisterà.
“La macellazione dei 5600 tacchini è stata disposta perché si tratta di un prodotto di buona qualità – afferma Chiatti -. La questione è diversa da come qualcuno ha voluto presentarla, in un primo momento. Non si parla di abbattimento. Questi tacchini non verranno abbattuti perché immangiabili ma, al contrario, macellati perché vendibili e commestibili”.
Le prime ordinanze del sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, nelle quali si sarebbe parlato di abbattimento, sono state riviste e modificate alla luce dei controlli della Asl.
Il primo a dare l’allarme era stato proprio il titolare dell’allevamento tarquiniese. Le prime analisi eseguite dal veterinario dell’azienda, dopo la morìa di tacchini, a fine novembre, hanno evidenziato una positività al virus H5.
Da qui, l’intervento della Asl, che ha fatto ulteriori accertamenti. Prima attraverso prelievi di sangue ai capi trovati positivi al virus, dai quali è risultata, in effetti, la presenza di anticorpi al lavoro per combattere i germi. Poi con dei tamponi fatti analizzare dall’Istituto Zooprofilattico di Padova, che hanno dimostrato che, su un buon campione di animali, il virus era già stato sconfitto. Dato quest’ultimo, che può ulteriormente rassicurare i consumatori sulla buona qualità dei tacchini tarquiniesi.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY