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– “Infermieri si nasce, disoccupati si diventa”.
Sono un centinaio e nel corso degli ultimi mesi si sono ritrovati senza lavoro. Contratto scaduto e non rinnovato. Stamani hanno manifestato di fronte alla cittadella della salute. Sapendo chi ringraziare per questo. “Grazie Renata”.
Nell’occhio del ciclone il presidente della Regione Lazio che con i tagli alla sanità, non solo lascia senza occupazione infermieri e personale che per periodi più o meno lunghi hanno prestato servizio nelle strutture ospedaliere, ma priva gli utenti di un adeguato livello di assistenza.
Lo hanno gridato, sperando che ai piani alti qualcuno li ascoltasse. Il direttore generale non c’era. Quello amministrativo sì.
Sit in organizzato dalla Confael. Per dire che per cento infermieri mandati a casa, a trecentomila viterbesi il diritto alla salute non è garantito come dovrebbe.
Una soluzione per alcuni di loro ci sarebbe. “In attesa che la situazione evolva – spiega Vittorio Ricci della Fials – potrebbero essere utilizzati all’interno di Mammagialla. Altrove sono stati banditi concorsi. In Puglia, ad esempio, regione che si trova nelle stesse condizioni del Lazio, con un piano di rientro dal debito. Pure a Civitavecchia è stato pubblicato l’avviso”.
Oggi, invece, al carcere prestano servizio operatori sanitari con regolare stipendio. Dopo la corsia passano ai corridoi del penitenziario o viceversa.
“I risparmi sul personale – continua Ricci – si ripercuotono sugli utenti. La direzione Asl ha sollecitato la Regione, ma la situazione in cui ci troviamo in ambito sanitario è assurda”.
Sul fronte politico, il sindaco Giulio Marini è chiamato a fare la sua parte. “Oltre ai conti – spiega Roberto Talotta (Udc) – pensi pure alla situazione deficitaria della sanità a Viterbo e provincia.
Siamo preoccupati per il livello assistenziale e per il futuro di questi professionisti. Il primo cittadino se ne dovrebbe fare carico”.
Giuseppe Ferlicca
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