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Le associazioni che hanno firmato la petizione per la salvaguardia del bacino scrivono alla presidente Polverini

Lago di Bolsena, dalla Regione tutto tace

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Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata a Renata Polverini – Gentile presidente,

siamo una cordata di 18 associazioni, delle quali la nostra è capofila, che hanno raccolto 13000 firme per chiedere un urgente intervento per la salvaguardia del lago di Bolsena, messo a rischio dal disastrato collettore fognario che vi scarica rilevanti quantitativi di liquami urbani. Ci risulta che è stato previsto un finanziamento di due milioni di euro, ma è stato inserito in un pacchetto di altri interventi che ne ritarderebbero l’approvazione. Data l’urgenza abbiamo richiesto lo stralcio e l’approvazione di una delibera separata.

Da tempo abbiamo chiesto di consegnare le firme della petizione all’assessore Marco Mattei, ma pare non abbia il tempo per riceverci e non riusciamo a contattarlo. C’è il rischio che 13000 cittadini, preoccupati per lo stato del lago, diventino altrettanti “indignados”. Ci rivolgiamo quindi a lei presidente, fiduciosi che troverà il tempo per ricevere una nostra rappresentanza.

Tra i firmatari della petizione menzioniamo: il presidente della Provincia Marcello Meroi, il vicepresidente Paolo Equitani, tutti i sindaci del comprensorio lacustre, il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, il senatore Laura Allegrini, i professori dell’università della Tuscia promotori di piani di tutela del lago di Bolsena.

Tenga presente che i danni ambientali, provocati dallo sversamento di liquami nel lago, sono irreversibili, mentre la Comunità Europea chiede un miglioramento dello stato ecologico del lago entro il 2015, altrimenti, essendo sito d’interesse comunitario, scatteranno delle penalità nei confronti dello stato italiano, che poi si rivarrebbe sulla Regione Lazio. Ai gravi danni ambientali vanno aggiunti quelli economici provocati al turismo ed alla pesca professionale, tanto che ben 190 operatori dei relativi settori, coscienti di queste pesanti conseguenze, hanno firmato la petizione. Tutti ci chiedono con comprensibile apprensione che fine hanno fatto le loro firme: ci vergogniamo a rispondere che le abbiamo ancora noi perché alla Regione non hanno tempo per riceverle.

Certi della sua sensibilità in materia, rimaniamo in attesa di una cortese comunicazione di quando vorrà ricevere una nostra rappresentanza per la consegna delle firme e per un approfondimento del problema.

Piero Bruni


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5 dicembre, 2011

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